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	<description>&#34; During times of universal deceit, telling the truth becomes a revolutionary act&#34;  G. Orwell</description>
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		<title>Italia vs Isole Fær Øer: una partita di civiltà</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Per una volta, un evento sportivo può diventare una occasione preziosa per riflettere sul massacro feroce e insensato di delfini balena che si ripete ogni anno poco lontano da casa nostra, alle Isole Fær Øer. Per chi volesse rendersi conto dell&#8217;entità della mattanza qua ci sono le immagini. Noi di Minitrue Blog non abbiamo avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/whalesmassacre/"><img class="alignleft size-full wp-image-7746" title="Sea Shepherd" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/09/italy-vs-isole-faroer.jpg" alt="" width="255" height="362" /></a>Per una volta, un evento sportivo può diventare una occasione preziosa per riflettere sul massacro feroce e insensato di delfini balena che si ripete ogni anno poco lontano da casa nostra, alle Isole Fær Øer. Per chi volesse rendersi conto dell&#8217;entità della mattanza <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Whaling_in_the_Faroe_Islands" target="_blank">qua</a> ci sono le immagini. Noi di Minitrue Blog non abbiamo avuto il coraggio e la forza di pubblicarle, perchè sono troppo crudeli.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora, martedì 7 settembre a Firenze la Nazionale Italiana di calcio giocherà una partita valevole per le qualificazioni al Campionato Europeo. La squadra avversaria sarà, appunto, quella delle Isole Fær Øer.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;evento sportivo l&#8217;organizzazione ambientalista <a href="http://www.seashepherd.it/" target="_blank">Sea Shepherd</a> organizzerà un volantinaggio informativo e di protesta fuori dei cancelli del Franchi. Ci piacerebbe immaginare che tutto  lo stadio faccesse propria l&#8217;iniziativa protestando con civiltà &#8211; non tanto contro gli atleti delle Isole Fær Øer &#8211; ma perchè loro rappresentano &#8211; ci auguriamo inconsapevolmente &#8211; una intollerabile visione antropocentrica dell&#8217;ambiente e del regno animale al quale <em>anche</em> noi apparteniamo.</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=7740" width="1" height="1" style="display: none;" /><div  class="related_post_title">- Articoli che potrebbero interessarti:</div><ul class="related_post"><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/le-conseguenze-del-federalismo-demaniale/" title="Le conseguenze del federalismo demaniale">Le conseguenze del federalismo demaniale</a></li><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/santuario-dei-cetacei/" title="Santuario dei cetacei">Santuario dei cetacei</a></li><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/litalia-vende-palazzi-e-spiagge/" title="L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge">L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/il-santuario-violato/" title="Il Santuario violato">Il Santuario violato</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/il-paradiso-fiscale-usa-per-le-compagnie-petrolifere/" title="Il paradiso fiscale USA per le compagnie petrolifere">Il paradiso fiscale USA per le compagnie petrolifere</a></li><li><a href="http://minitrue.it/06/2010/al-commissario-per-lambiente-non-piacerebbe-nuotare-in-italia/" title="Al Commissario per l&#8217;Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia  ">Al Commissario per l&#8217;Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia  </a></li><li><a href="http://minitrue.it/05/2010/bp-benzina-popolare/" title="BP: Benzina popolare?">BP: Benzina popolare?</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Piange il telefono</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 06:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ottavina Reale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[In Cina è stata introdotta una forma nuova di potenziale censura. Una forma di controllo che da noi è in vigore sin dagli albori della telefonia mobile. Noi si che siamo all&#8217;avanguardia. Ecco la notizia: Da oggi in Cina le sim card pre-pagate per i telefoni cellulari si possono acquistare solo presentando la carta d’identità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7728" title="spy-phone" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/09/spy-phone-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" />In Cina è stata introdotta una forma nuova di potenziale censura. Una forma di controllo che da noi è in vigore sin dagli albori della telefonia mobile. Noi si che siamo all&#8217;avanguardia. Ecco la notizia:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da oggi in Cina le <em>sim card</em> pre-pagate per i telefoni cellulari si possono acquistare solo presentando la carta d’identità e registrandosi con il proprio nome. Il ministro per l’Indutria e l’Informazione tecnologica dice che questo impedirà truffe e reati. Ma gli attivisti pro-diritti e i navigatori internet temono che il vero obiettivo sia una maggior censura dell’informazione e repressione contro i dissidenti. In Cina ci sono 800 milioni di persone che utilizzano il telefonino, 320 milioni dei quali non sono identificabili, secondo Chen Jinqiao, un ricercatore dell&#8217;Accademia delle Telecomunicazioni di Pechino. Anche la vendita di <em>sim card</em> alle edicole dei giornali è stata bloccata ma, secondo il quotidiano China Daily, si tratta di una misura &#8220;temporanea&#8221;. Il giornale sottolinea che un documento d&#8217;identità viene chiesto agli acquirenti di sim card in una serie di paesi democratici come il Giappone e l&#8217;India.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Beh, il fatto ci consola. Abbiamo la patente di democraticità. Quindi i veri paesi poco democratici sono la Svezia, il Regno Unito, la Francia, la Germania, la Norvegia, la Polonia, gli Stati Uniti &#8211; la lista sarebbe lunga &#8211; dove l&#8217;acquisto di una s<em>im card </em>ricaricabile avviene, oltre che nei negozi di telefonia, anche nelle edicole e nei supermercati senza la necessità di dover presentare un documento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #888888;"><em>fonte</em>: <a href="http://www.asianews.it/notizie-it/Pechino-stringe-il-controllo-sui-telefoni-cellulari-19342.html" target="_blank">Asianews</a></span></span></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=7718" width="1" height="1" style="display: none;" /><div  class="related_post_title">- Articoli che potrebbero interessarti:</div><ul class="related_post"><li><a href="http://minitrue.it/06/2010/guerre-sconosciute/" title="Guerre sconosciute">Guerre sconosciute</a></li><li><a href="http://minitrue.it/06/2010/colonialismo-cinese-e-popolo-spazzatura/" title="Colonialismo cinese e popolo-spazzatura">Colonialismo cinese e popolo-spazzatura</a></li><li><a href="http://minitrue.it/09/2010/non-abbiamo-paura-della-cina/" title="Non abbiamo paura della Cina">Non abbiamo paura della Cina</a></li><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/locchio-indiscreto-di-bruxelles/" title="L&#8217;occhio indiscreto di Bruxelles">L&#8217;occhio indiscreto di Bruxelles</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/le-unioni-civili-in-europa-il-punto/" title="Le unioni civili in Europa. Il punto">Le unioni civili in Europa. Il punto</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/immigrazione-e-sanita-la-toscana-batte-il-governo/" title="Immigrazione e sanità: la Toscana batte il governo">Immigrazione e sanità: la Toscana batte il governo</a></li><li><a href="http://minitrue.it/06/2010/toscana-tessera-sanitaria-e-testamento-biologico/" title="Toscana: tessera sanitaria e testamento biologico">Toscana: tessera sanitaria e testamento biologico</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Non abbiamo paura della Cina</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gigante asiatico cresce a vista d&#8217;occhio ed è ormai la seconda economia del mondo. Ma non è il caso di allarmarsi troppo: la sua crescita è destinata a rallentare, e l&#8217;Europa è già riuscita a superare la concorrenza orientale. Da qualche settimana la Cina è ufficialmente la seconda potenza economica del mondo: durante il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7713" title="Shangai Stock Exchange" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/china-economic-1-2-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /><em>Il gigante asiatico cresce a vista d&#8217;occhio ed è ormai la seconda economia del mondo. Ma non è il caso di allarmarsi troppo: la sua crescita è destinata a rallentare, e l&#8217;Europa è già riuscita a superare la concorrenza orientale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche settimana la Cina è ufficialmente la seconda potenza economica del mondo: durante il secondo trimestre il paese ha prodotto più beni e servizi del Giappone. Solo gli Stati Uniti fanno meglio, ma Washington non deve farsi troppe illusioni: con una crescita media del 4,25 per cento, secondo Goldman Sachs, nel 2027 l&#8217;economia statunitense dovrà piegarsi di fronte a quella cinese, la cui crescita negli ultimi dieci anni è stata raramente al di sotto del 10 per cento. Il paese produce oggi circa cento volte la quantità di beni e servizi che produceva nel 1978. Un risultato che significa una crescita media di oltre il 14 per cento annuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cifre che fanno paura. La battuta &#8220;<em>God made heaven and earth, and everything else is made in China</em>&#8221; (Dio ha fatto il cielo e la terra, e tutto il resto è made in China) non può più passare inosservata. La Cina  è oggi il più grande mercato automobilistico del mondo. Dall&#8217;anno scorso vi si vendono più macchine che negli Stati Uniti. E attualmente il paese è anche il più grande esportatore del mondo, avendo superato la Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul mercato internazionale delle materie prime nessun paese compra più acciaio o rame della Cina. E di recente si è visto anche che Pechino consuma più petrolio di qualunque altro paese. In molti settori la Cina progredisce irresistibilmente, e quando non dispone della tecnologia richiesta la compra, come nel caso della Volvo rilevata dalla cinese Geely.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto ciò deve farci paura? Non avevamo già paura negli anni ottanta, quando l&#8217;economia giapponese conquistava inesorabilmente terreno e il settore automobilistico in Europa e America sembrava condannato a una rapida estinzione? In realtà le case francesi e tedesche si sono riprese, rafforzando i loro punti forti – design, tecnologia, immagine di marca – e lavorando per migliorare i punti deboli – la qualità e la produttività. La sfida era enorme, ma le marche europee ne sono uscite più forti di prima.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa cosa sta succedendo con la Cina. Il paese inonda il mondo di tessuti, mobili, prodotti elettronici, vestiti a buon mercato. Un fattore che presenta sicuramente dei vantaggi. Senza la Cina le nostre magliette, le nostre scarpe e i gadget della Apple ci costerebbero molto più cari. A breve e medio termine dobbiamo rallegrarci di questa formidabile crescita cinese. Senza di essa l&#8217;economia mondiale sarebbe ancora in crisi. L&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) <a href="http://www.oecd.org/dataoecd/4/21/44878634.pdf" target="_blank">stima</a> che quest&#8217;anno la Cina rappresenterà un terzo della crescita mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piedi d&#8217;argilla</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per ora la produzione cinese è ancora complementare con quella occidentale. I prodotti che richiedono molto lavoro manuale relativamente poco qualificato sono fabbricati in Cina. Per le cose un po&#8217; più complesse, invece, la produzione rimane in occidente. Ma per quanto tempo ancora sarà così? La Cina sforna ogni anno più laureati in ingegneria che Stati Uniti ed Europa messi insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">È anche qui che va cercata la grande differenza con il Giappone degli anni settanta e ottanta. La popolazione cinese è dieci volte maggiore rispetto a quella giapponese e questo fornisce al paese un potenziale molto più grande di qualunque altro paese. Ma le dimensioni non sono tutto, osserva Carsten Brzeski della banca Ing, &#8220;<em>altrimenti il Belgio non avrebbe mai potuto sopravvivere tra vicini molto più grandi come la Germania e la Francia</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Cina è ancora un colosso dai piedi di argilla. È diventata la seconda economia del mondo, ma è anche un paese gigantesco. Per pil pro capite la Cina è al 127° posto nella classifica della Banca mondiale, dopo l&#8217;Angola e l&#8217;Azerbaigian.</p>
<p style="text-align: justify;">La Cina rimane quindi un paese in via di sviluppo. Gli economisti ritengono che non potrà tenere a lungo il ritmo di crescita degli ultimi trenta anni. L&#8217;anno scorso diversi scioperi hanno portato a importanti aumenti salariali. E questi significano inevitabilmente perdita di competitività e rallentamento della crescita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #888888;"><em>fonte</em>: <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/327381-non-abbiamo-paura-della-cina" target="_blank">Presseurop</a>.Articolo originale di <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/author/327101-luc-coppens" target="_blank">Luc Coppens</a> per <a href="http://www.standaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=UV2U0J31&amp;subsection=55" target="_blank">De Standaard</a>. Traduzione di Andrea De Ritis.</span></span></p>
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		<title>Gli affari si fanno in due</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 11:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jaques M. Hotteterre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo ancora sulla visita di  Gheddafi in Italia. I media, con titoli e lanci fotocopia (qua, qua e qua), hanno banalizzato le dichiarazioni ed i comportamenti del leader libico classificandoli come uno show. Silvio Belusconi &#8211; che in materia è un maestro internazionalmente riconosciuto &#8211; l&#8217;ha definito folklore. Noi non la pensiamo così. Gheddafi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7696" title="berlusconi Gheddafi" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/berlu-gheddafi1-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" />Torniamo ancora sulla visita di  Gheddafi in Italia. I media, con titoli e lanci fotocopia (<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/30/news/gheddafi_fa_il_bis_con_le_hostess_farefuturo_siamo_la_sua_disneyland-6620582/index.html?ref=search" target="_blank">qua</a>, <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_29/gheddafi-roma-cavalli-amazzoni-tenda-beduina_fed80874-b344-11df-ac3b-00144f02aabe.shtml" target="_blank">qua</a> e <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201008articoli/58046girata.asp" target="_blank">qua</a>), hanno banalizzato le dichiarazioni ed i comportamenti del leader libico classificandoli come uno <em>show</em>. Silvio Belusconi &#8211; che in materia è un maestro internazionalmente riconosciuto &#8211; l&#8217;ha <a href="http://www.agi.it/politica/notizie/201008301952-ipp-rt10294-polemica_per_gli_show_di_gheddafi_berlusconi_e_folklore" target="_blank">definito</a> folklore. Noi non la pensiamo così. Gheddafi non è un attore, né un cantante, né un artista circense, né tantomeno un comico. Purtroppo. Gheddafi è il dittatore di una nazione che tutt&#8217;ora <a href="http://www.gianlucaaiello.it/2010/06/la-libia-non-rispetta-la-convenzione-di.html" target="_blank">non ha sottoscritto</a> la Convenzione del 1951 sui rifugiati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo libico è stato classificato dall&#8217;organizzazione non-governativa Freedom House come un <a href="http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=177" target="_blank">regime di natura oppressiva</a>, dove non esiste libertà di espressione e stampa, dove è in vigore la pena di morte e l&#8217;esercizio della tortura è diffusamente praticato. Il governo libico, inoltre, <a href="http://www.migrantitorino.it/wp-content/uploads/2010/06/dossier-trapani.pdf" target="_blank">discrimina</a> sistematicamente le minoranze Tuareg e Tebu nel sud del paese. Questo  per dire con chi intratteniamo rapporti politici ed economici. Si, perchè qualche organo di stampa &#8211; un esempio <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-31/gheddafi-accordi-difesa-080048.shtml?uuid=AYPfmKLC" target="_blank">qua</a> &#8211; ha provato ad inquadrare la visita nell&#8217;ottica delle relazioni economiche fra i due paesi. Relazioni regolate dal trattato Italia-Libia del 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo andati a leggerci il <a href="http://www.iai.it/pdf/Oss_Transatlantico/108.pdf" target="_blank">trattato</a> ed abbiamo estratto alcuni aspetti non molto pubblicizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un primo punto prevede da parte italiana un impegno finanziario di cinque miliardi di dollari sotto forma di finanziamenti per opere pubbliche. Un impegno rateale da 250 milioni di dollari l&#8217;anno, per vent&#8217;anni. La copertura finanziaria necessaria ad ottemperare l&#8217;obbligo sottoscritto, è data da un’addizionale all’Ires (imposta sul reddito delle società) a carico delle società residenti in Italia che svolgono attività nel campo della ricerca e coltivazione degli idrocarburi, purchè esse abbiano una capitalizzazione superiore a 20 miliardi di euro. In pratica solo l’Eni  si trova in queste condizioni. Eni che, ovviamente, ricarica la tassazione aggiuntiva sui propri prodotti, luce, gas, carburante erogato dalla rete Agip, eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo aspetto è dato dal credito avanzato dalle aziende italiane nei confronti di enti e amministrazioni libiche. Nel trattato è stato quantificato in 620 milioni di euro (solo di conto capitale). Le parti quindi si impegnano a risolvere la questione nell’ambito del Comitato dei Crediti appositamente costituito. Una concreta prospettiva per sanare questo problema è stata data dalla possibilità di prelevare dall&#8217;ammontare  delle rate dovute alla Libia, di quanto dovuto agli imprenditori italiani. In sostanza lo stato italiano (il contribuente italiano) salderebbe il debito libico decurtandolo dai 5 miliardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente invece viene  disposto nel trattato a favore degli esuli italiani cacciati dalla Libia e i cui beni furono confiscati. Nel Processo Verbale del 1988 (che ha portato alla stipula del trattato) non c’è traccia di alcuna rivendicazione dell’Italia  che avrebbe, nella forma e quindi nella sostanza, rinunciato a far valere questo diritto. Per riparare a quella che sostanzialmente è una ingiustizia, la legge relativa all’autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione del Trattato del 2008 contiene una <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Libia-la-protesta-dei-profughi-italiani-Ancora-non-ci-hanno-risarcito-un-euro_883835431.html" target="_blank">disposizione</a> che accorda un indennizzo ulteriore, 150 milioni di euro, rispetto a quello già decretato dalla Legge 1066/1971. Tutto, ovviamente, a carico dello stato italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è quanto. Nel frattempo la Grande Jamahiriya di Muammar Gheddafi ha <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/08/04/visualizza_new.html_1878100622.html" target="_blank">acquisito</a> il 7% di Unicredit. <a href="http://www.vicenzapiu.com/?a=inchiesta&amp;o=4553" target="_blank">Chissà che ne pensano quelli della Lega Nord</a>.</p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=7688" width="1" height="1" style="display: none;" /><div  class="related_post_title">- Articoli che potrebbero interessarti:</div><ul class="related_post"><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/vacanze-romane/" title="Vacanze romane">Vacanze romane</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/il-caro-amico-gheddafi/" title="Il caro amico Gheddafi">Il caro amico Gheddafi</a></li><li><a href="http://minitrue.it/04/2010/berlusconi-e-gheddafi/" title="Berlusconi e Gheddafi">Berlusconi e Gheddafi</a></li><li><a href="http://minitrue.it/09/2009/berlusconi-e-gheddafi-soci-in-nessma-tv/" title="Berlusconi e Gheddafi soci in Nessma TV">Berlusconi e Gheddafi soci in Nessma TV</a></li><li><a href="http://minitrue.it/09/2009/tripoli-bel-suol-damore/" title="Tripoli bel suol d&#8217;amore">Tripoli bel suol d&#8217;amore</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2009/lo-shopping-di-gheddafi/" title="Lo shopping di Gheddafi">Lo shopping di Gheddafi</a></li><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/quaquaraqua/" title="Quaquaraquà">Quaquaraquà</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Vacanze romane</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 05:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi il dittatore libico Mu&#8217;ammar Gheddafi e Silvio Berlusconi festeggeranno il primo anniversario della firma del trattato fra Libia e Italia. Questo avverrà con il consueto contorno che caratterizza ormai le visite di Gheddafi in Italia: amazzoni, nani, tende, ballerine e  hostess.  Il tutto avvallato in maniera imbarazzante dal nostro governo. Noi, per l&#8217;occasione, riproponiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7675" title="Lockerbie Monument" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/lockerbie2_105744s-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" />Oggi il dittatore libico Mu&#8217;ammar Gheddafi e Silvio Berlusconi festeggeranno il primo anniversario della firma del trattato fra Libia e Italia. Questo avverrà con il consueto contorno che caratterizza ormai le visite di Gheddafi in Italia: amazzoni, nani, tende, ballerine e  hostess.  Il tutto avvallato in maniera imbarazzante dal nostro governo. Noi, per l&#8217;occasione, riproponiamo quanto scritto da <a href="http://www.blitzquotidiano.it/" target="_blank">Blitz quotidiano</a> che riprende un articolo dal significativo titolo<em> Gheddafi-Berlusconi Connection</em>. Una indagine giornalistica di John Hooper pubblicata sul quotidiano The Guardian e che mette in luce gli <em>strani</em> intrecci economici fra i due leader. L&#8217;articolo del The Guardian può essere <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/sep/04/gaddafi-berlusconi-business" target="_blank">letto qua</a>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Guardian ha raccontato una storia complessa il cui succo in realtà è molto semplice: Berlusconi e Gheddafi fanno insieme affari privati usando il trampolino della carica pubblica. Berlusconi più di Gheddafi, stando al Guardian. E affari privati. Dove? Ovviamente nelle tv.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccola, la storia. Già nel 2009 il Guardian riporta la notizia che una società libica, la Lafitrade, ha acquisito il 10% della Quinta Comunication, una compagnia di produzione cinematografica fondata da Tarak Ben Ammar, storico socio di Berlusconi. La Lafitrade, è noto in Libia, è controllata da Lafico , a sua volta società di investimenti della famiglia Gheddafi. Della Quinta Comunication è socia, al 22%, anche una società con sede in Lussemburgo di proprietà di Fininvest, ovvero la finanziaria di Silvio Berlusconi. Fin qui è evidente, secondo quando raccontò il Guardian, che Berlusconi e Gheddafi sono entrambi soci di una stessa azienda di cinema: la Quinta Comunication.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non finisce qui. Perché Quinta Comunication, insieme a Mediaset (azienda televisiva della famiglia Berlusconi) possiedono ciascuna il 25% di una nuova televisione via satellite araba, la Nessma Tv, che opera anche in Libia. Quindi non solo Berlusconi e Gheddafi sono soci della stessa società di cinema, ma proprio grazie a questa società fanno insieme affari in una rete tv proprio lì in Libia. E anche di questo affare non proprio “<em>cristallino</em>” i due potrebbero voler parlare nel prossimo incontro che avranno a breve, quando Gheddafi tornerà in Italia lunedì 30 agosto. Anche perché, osserva il giornalista che firmò all’epoca quello scoop sul Guardian, in un anno tutto è rimasto come prima, nulla si è mosso e nessuno in Italia ha nemmeno fatto un’interrogazione parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ da registrare, comunque, che il “<em>patron</em>” di Nessma Tv smentisce la partecipazioni libica, seppur “<em>indiretta</em>”, nel nuovo canale televisivo. &#8220;<em>L’assetto societario</em> (di Nessma Tv, ndr) – afferma Ben Ammar – <em>e’ il seguente: 50% della Karoui&amp;Karoui World, il 25% di Mediaset Group ed il restante 25% di Prima Tv di cui sono Presidente e che è a sua volta partecipata al 5% da TF1</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il dubbio resta e la polemica monta, proprio a due settimane dall’arrivo del dittatore libico in Italia. In Mediaset e a palazzo Grazioli leggono e commentano: una storia fasulla. Prima o poi, più poi che prima, si saprà chi tesseva e spargeva fumo. &#8220;<em>Ancora una volta su ‘L’Unita</em>” (che oggi ha ripreso il pezzo del Guardian intervistandone l’autore, ndr) <em>vengono prospettati fatti e situazioni del tutto sconnessi da qualsiasi dato reale</em>” afferma Nicolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi. Il presidente Berlusconi, dice Ghedini, &#8220;<em>non intrattiene alcun rapporto d’affari con chicchessia limitandosi da molti anni a svolgere il suo ruolo politico per il bene del Paese, nè in particolare intrattiene rapporti d’affari con leader di altri paesi quali Gheddafi o Putin. Nè ovviamente vi è alcun interesse personale da parte del presidente Berlusconi nella gestione del Ministero dello Sviluppo Economico</em>”. E’ sufficiente &#8220;<em>verificare gli atti ufficiali per rendersi conto della assurdità delle infondate, strumentali e diffamatorie accuse contenute in quegli articoli</em>”.</p>
</blockquote>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #888888;"><em>immagine</em>: Lockerbie, monumento alle 270 vittime <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=5321" target="_blank">dell&#8217;attentato libico</a> al volo Pam  Am 103</span> <span style="color: #888888;">avvenuto nei cieli di Scozia nel 1988.</span></span></p>
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		<title>Santuario dei cetacei</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 10:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.A. Brady</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma lo vogliamo proteggere questo triangolo di mare ? - Articoli che potrebbero interessarti:Italia vs Isole Fær Øer: una partita di civiltàL&#8217;Italia vende palazzi e spiaggeLe conseguenze del federalismo demanialeIl Santuario violatoIl paradiso fiscale USA per le compagnie petrolifereAl Commissario per l&#8217;Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia BP: Benzina popolare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Ma lo vogliamo proteggere questo <a href="http://www.tethys.org/sanctuary.htm" target="_blank">triangolo di mare</a> ?</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://minitrue.it/08/2010/santuario-dei-cetacei/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
 <img src="http://minitrue.it/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&post_id=7658" width="1" height="1" style="display: none;" /><div  class="related_post_title">- Articoli che potrebbero interessarti:</div><ul class="related_post"><li><a href="http://minitrue.it/09/2010/italia-vs-isole-faroer-una-partita-di-civilta/" title="Italia vs Isole Fær Øer: una partita di civiltà">Italia vs Isole Fær Øer: una partita di civiltà</a></li><li><a href="http://minitrue.it/08/2010/litalia-vende-palazzi-e-spiagge/" title="L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge">L&#8217;Italia vende palazzi e spiagge</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/le-conseguenze-del-federalismo-demaniale/" title="Le conseguenze del federalismo demaniale">Le conseguenze del federalismo demaniale</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/il-santuario-violato/" title="Il Santuario violato">Il Santuario violato</a></li><li><a href="http://minitrue.it/07/2010/il-paradiso-fiscale-usa-per-le-compagnie-petrolifere/" title="Il paradiso fiscale USA per le compagnie petrolifere">Il paradiso fiscale USA per le compagnie petrolifere</a></li><li><a href="http://minitrue.it/06/2010/al-commissario-per-lambiente-non-piacerebbe-nuotare-in-italia/" title="Al Commissario per l&#8217;Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia  ">Al Commissario per l&#8217;Ambiente non piacerebbe nuotare in Italia  </a></li><li><a href="http://minitrue.it/05/2010/bp-benzina-popolare/" title="BP: Benzina popolare?">BP: Benzina popolare?</a></li></ul>]]></content:encoded>
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		<title>Chiesa valdese: no al crocifisso in aula</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 19:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[I 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia: un&#8217;occasione per rilanciare la legge sulla libertà religiosa, nel rispetto della laicità dello Stato. Avanti con le Intese. Laicità e libertà religiosa &#8211; da sempre cavalli di battaglia dei protestanti italiani &#8211; tornano nuovamente alla ribalta nel quadro delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Il Sinodo valdese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7653" title="Crocifisso_Titolo" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/Crocifisso_Titolo1-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" />I 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia: un&#8217;occasione per rilanciare la legge sulla libertà religiosa, nel rispetto della laicità dello Stato. Avanti con le Intese.</p>
<p style="text-align: justify;">Laicità e libertà religiosa &#8211; da sempre cavalli di battaglia dei protestanti italiani &#8211; tornano nuovamente alla ribalta nel quadro delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Il Sinodo valdese e metodista 2010, con un ordine del giorno approvato quasi all&#8217;unanimità, ha posto con forza l&#8217;accento sui valori risorgimentali delle libertà democratiche, del pluralismo religioso e culturale, dell&#8217;unità nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sinodo da un lato denuncia l&#8217;assenza di una legge organica a tutela della libertà religiosa, dall&#8217;altro auspica l&#8217;urgente approvazione parlamentare delle leggi relative alle sei Intese (che riguardano la chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed esarcato per l’Europa meridionale, la Chiesa apostolica in Italia, l’Unione buddhista italiana, l’Unione induista italiana e la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il Sinodo invita la Tavola ad attivarsi presso il Parlamento italiano per presentare la proposta della &#8220;<em>Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero</em>&#8221; da svolgersi il 17 febbraio (in ricordo del 17 febbraio del 1848, quando Re Carlo Alberto concesse i diritti civili ai valdesi, e del 17 febbraio 1600, data del rogo di Giordano Bruno).</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre in questo quadro si inserisce un ordine del giorno sull&#8217;affissione del crocifisso nelle aule scolastiche. Prendendo spunto dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo del 3 novembre 2009 (che ha dichiarato l&#8217;esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane lesivo del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche), il Sinodo “<em>si duole che il Governo italiano, anziché conformarsi alla decisione della Corte abbia presentato ricorso alla Grande Camera</em>”. Deplorevole soprattutto l&#8217;uso strumentale che del crocifisso è stato fatto, e continua ad essere fatto: il crocifisso non può essere considerato “<em>simbolo della civiltà e della cultura italiane</em>”. Questa l&#8217;opinione del Sinodo, che auspica che “le istituzioni europee contribuiscano a rafforzare le norme a tutela dei principi di pluralismo e di laicità propri di ogni democrazia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunicato stampa n.11 Sinodo Valdese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;"><span style="font-size: x-small;"><em>fonte</em>: <a href="http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=962" target="_blank">NEV, Notizie Evangeliche</a></span></span></p>
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		<title>L&#8217;Europa dei soliti noti</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 21:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Soltanto due dei 115 ambasciatori dell&#8217;Unione europea vengono dai nuovi membri. Tutti gli altri sono funzionari della vecchia Europa. E, mentre entra in funzione il servizio diplomatico europeo, la Polonia è stanca di essere lasciata indietro. La politica estera dell&#8217;Unione europea è in mano alla &#8220;vecchia Europa&#8221;, e soltanto due dei 115 ambasciatori Ue provengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="Vittore Carpaccio, Arrival of the English Ambassadors" href="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/Vittore-Carpaccio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7645" title="Vittore Carpaccio, Arrival of the English Ambassadors" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/Vittore-Carpaccio-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Soltanto due dei 115 ambasciatori dell&#8217;Unione europea vengono dai nuovi membri. Tutti gli altri sono funzionari della vecchia Europa. E, mentre entra in funzione il servizio diplomatico europeo, la Polonia è stanca di essere lasciata indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica estera dell&#8217;Unione europea è in mano alla &#8220;vecchia Europa&#8221;, e soltanto due dei 115 ambasciatori Ue provengono dai nuovi stati membri. Secondo un rapporto dell&#8217;Istituto polacco per gli affari esteri (Pism) la maggior parte degli incarichi sono ricoperti da funzionari francesi, italiani, belgi e tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;">I due soli rappresentanti dell&#8217;Europa dell&#8217;est sono stati assegnati alle ambasciate di Norvegia e Afghanistan. La situazione non migliora al &#8220;ministero degli esteri&#8221; dell&#8217;Unione europea a Bruxelles, dove nove funzionari su dieci provengono dai 15 stati membri più &#8220;antichi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun alto funzionario diplomatico Ue viene dalla Polonia, uno dei paesi più grandi d&#8217;Europa. Il rapporto del Pism sottolinea che il servizio diplomatico dell&#8217;Unione non ha alcuna considerazione per Varsavia e i suoi interessi. Come se non bastasse, lo studio dimostra che la conoscenza della lingua parlata nella regione d&#8217;assegnazione è un criterio del tutto trascurato nell&#8217;attribuzione degli incarichi.</p>
<p style="text-align: justify;">Catherine Ashton, capo del Servizio europeo per l&#8217;azione esterna (<a href="http://www.eeas.europa.eu/" target="_blank">Seae</a>), si è impegnata a trovare un equilibrio geografico e di genere per il processo di assunzione dell&#8217;agenzia. Fino a oggi, però, i risultati non si sono visti. &#8220;Siamo di fronte a una presenza spropositata di impiegati provenienti da undici dei ventisette stati membri, mentre la rappresentanza dei restanti sedici paesi, inclusa la Polonia, è assolutamente inadeguata&#8221;, si legge sul rapporto del Pism. L&#8217;Europa non sta facendo molto nemmeno a proposito dell&#8217;equilibrio di genere. Secondo il think tank polacco le donne sono a capo soltanto del dieci per cento delle &#8220;delegazioni&#8221;, come vengono chiamate le ambasciate de facto della Ue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perdura lo strapotere della &#8220;vecchia&#8221; Europa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soltanto la primavera scorsa il ministro degli esteri polacco ha provato a far passare il principio secondo cui ognuno degli stati membri dovrebbe essere rappresentato nel Seae in maniera proporzionale alle proprie dimensioni. Se ciò accadesse i polacchi otterrebbero 240 posti su un totale di tremila, inclusi una decina di incarichi di vertice nelle ambasciate. Gli altri paesi dell&#8217;Europa centrale non hanno però sostenuto la Polonia e la sua proposta, e si sono disinteressati alla battaglia per le cariche nella diplomazia europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio diplomatico dell&#8217;Unione europea, cui è assegnato un budget annuo di 9,5 miliardi di euro, avrebbe dovuto diventare operativo nella primavera del 2010 come parte del <a href="http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/external_relations/index_it.htm" target="_blank">trattato di Lisbona</a>. Catherine Ashton ha ammesso che è difficile che ciò possa accadere prima della fine dell&#8217;anno. L&#8217;organismo sta nascendo secondo un principio che assegna &#8220;gli incarichi più prestigiosi ai funzionari in servizio da più tempo&#8221;, cosa che implica di fatto il perdurare dello strapotere della &#8220;vecchia&#8221; Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa orientale, una regione cruciale dal punto di vista di Varsavia, gli incarichi diplomatici sono ricoperti da funzionari che non sono coinvolti nella politica orientale della Ue. &#8220;In Africa e Sud America il capo della delegazione europea è spesso un cittadino di una vecchia potenza coloniale o di un paese che possiede strette relazioni linguistiche e culturali con la realtà locale&#8221;, prosegue il rapporto del Pism, che lavora per il ministero degli esteri polacco. Uno spagnolo rappresenta invece l&#8217;Ue in Russia, un portoghese in Ucraina, un Italiano in Armenia e un belga in Azebaigian. A parte la Russia sono tutti paesi compresi nel Partenariato orientale, di cui la Polonia è il primo promotore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Colonialismo diplomatico</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo sembra che la tendenza sia completamente diversa quando sono in ballo gli interessi del blocco dei &#8220;vecchi&#8221;. In paesi particolarmente importanti per loro, gli stati membri di lungo corso hanno piazzato uomini di fiducia a capo delle delegazioni diplomatiche. È il caso delle ex colonie e dei paesi coinvolti in progetti promossi dall&#8217;Europa che conta, come ad esempio l&#8217;Unione per il Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spagnoli comandano nelle ambasciate di Cile e Colombia, il capo della delegazione in Brasile è portoghese e un&#8217;olandese è stato dislocato in Sud Africa. Sette dei quindici ambasciatori Ue nei paesi dell&#8217;Unione per il Mediterraneo provengono dalle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo stesso. &#8220;Una pratica esercitata regolarmante in Sud America e Africa non è stata applicata all&#8217;Europa dell&#8217;est&#8221;, conclude il rapporto del Pism.</p>
<p style="text-align: justify;">Jean-Luc Dehaene, ex primo ministro del Belgio, ovvero uno dei paesi più sovrarappresentati nella diplomazia dell&#8217;Unione, ha dichiarato che il sistema ha bisogno di essere rinnovato, ma che ciò avverrà soltanto nei cinque anni successivi alla fine del mandato di Catherine Ashton.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora il trend descritto dal Pism dovesse perdurare, anche se il servizio diplomatico verrà effettivamente rinnovato saranno sempre i 15 stati della &#8220;vecchia&#8221; Europa a decidere. Per adesso il Servizio europeo per l&#8217;azione esterna è il loro club esclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #888888;"><em>fonte</em>: <a href="http://www.presseurop.eu/it" target="_blank">Presseurop</a>, <a href="http://www.gazetaprawna.pl/" target="_blank">Dziennik Gazeta Prawna</a> &#8211; <em>trad</em>.: Andrea Sparacino &#8211; Immagine: <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Main_Page" target="_blank">Wikimedia Commons</a><br />
</span></span></p>
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		<title>La situazione è grave ma non seria</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 06:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laredazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paese senza futuro politico. La situazione è grave ma non seria. La frase, coniata dallo scrittore Ennio Flaiano, continua a definire il deprimente panorama politico italiano. Il paese si avvia di nuovo verso il caos dopo aver gettato via, in due anni e quatro mesi di governo, il desiderio di stabilità degli elettori che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-7635" title="muppets" src="http://minitrue.it/wp-content/uploads/2010/08/muppets-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" />Un paese senza futuro politico.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione è grave ma non seria. La frase, coniata dallo scrittore Ennio  Flaiano, continua a definire il deprimente panorama politico italiano. Il  paese si avvia di nuovo verso il caos dopo aver gettato via, in due  anni e quatro mesi di governo, il desiderio di stabilità degli elettori  che nel 2008 hanno eletto la maggioranza più ampia della storia  repubblicana.</p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi, messo alle strette da una corruzione senza freno, senza  più alcuna idea che non sia quella di salvare la pelle dalla giustizia  ed abbandonato dal suo delfino-squalo, è rimasto solo di fronte ad un  partito di plastica, un feudo di fedeli segretari dove crescono amiconi,  sudditi, impiegati, ex-veline e capi di clan più o meno legali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Popolo della Libertà, o il Partito dell’Amore, appare come quello  che è sempre stato: un antipartito, un comitato d’affari e una semplice  fabbrica di leggi <em>ad personam</em> che pensa ed agisce a favore della maggior  gloria del padrone. Quando suona l’ora di far politica per davvero o  farsi responsabili realmente del paese, il castello di carte crolla.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica ricetta che conosce il populismo all’italiana è la mescola di  ottimismo ed elezioni. Quando le cose vanno storte, si ricorre al  popolo. La speranza è sempre il Grande Fratello: tre mesi di  televisione, barzellette e propaganda unificata per distruggere quelli  che non hanno televisione nè senso dello spettacolo. E vincere di nuovo.  Se nel frattempo il paese va alla deriva, è colpa degli altri….</p>
<p style="text-align: justify;">L’avventura solitaria di Gianfranco Fini corre così il rischio grave  di finire come una bolla di sapone o peggio. Per annientarlo Berlusconi  cercherà le elezioni anticipate per quanto gli sia possibile, e la Lega  Nord le accoglierà senza dubitare: alla fine è l’unico partito serio e  la perdita di fiducia di Berlusconi fra la sua base indica che riceverà  una valanga di voti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fini, meno coraggioso che opportunista, e la scomparsa sinistra,  capace di qualsiasi aberrazione pur di non vedersi obbligata a vincere  le elezioni e ancora peggio, a governare, completano il campo di un  paese senza futuro politico. Berlusconi ha 73 anni e vari processi  pendenti che gli impediscono di lasciare il potere, pena la perdita  dell’immunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Fini da 16 anni è all’ombra del magnate, e si è convertito in un  referente della legalità e del rispetto delle istituzioni grazie alla  desolata inattività del Partito Democratico, incapace di rappresentare  un’alternativa al berlusconismo data la complicità dei suoi vecchi  gerarchi con la casta politica e i suoi irrecuperabili vizi e complessi  ex comunisti e cattolici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare in modo che la nuova battaglia non sia solo tra un  centro-destra europeo, onesto e rispettoso verso la separazione dei  poteri e una destra corrotta, xenofoba e alleata con Dio e col Diavolo,  la sinistra dovrebbe smettere quanto prima di fare la bella statuina. Ma farlo implicherebbe quasi una impossibilità metafisica: che i suoi  dirigenti facciano un harakiri politico e aprano le porte ad una nuova  generazione. Se lo fanno, il candidato capace di battere il Cavaliere  esiste. Si chiama Nichi Vendola, presidente della regione Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #888888;"><em>articolo originale:</em> di Miguel Mora su <a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/pais/futuro/politico/elpepiint/20100805elpepiint_2/Tes" target="_blank">El País</a> &#8211; <em>trad.</em>: <a href="http://minitrue.it" target="_blank">Minitrue Blog</a></span></span></p>
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		<title>Quaquaraquà</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 06:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.A. Brady</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;&#8230;e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, che mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre&#8221;<em>. </em></p>
<p style="text-align: center;">Il giorno della civetta, <em>Leonardo Sciascia</em>.</p>
</blockquote>
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