nov 212011
 

Mentre il governo cercava di far fronte all’attacco speculativo, il ministro Galan, annusata l’aria pesante pensava bene di fare alcune nomine. Non si sa mai. Così, il 2 novembre, il ministro della Cultura, invece di cooperare con i suoi colleghi ministri per predisporre le misure da presentare al G20, ha deciso di firmare il decreto con il quale nomina la Commissione per la cinematografia: 18 componenti chiamati a giudicare dal 2012 al 2013 film, cortometraggi e opere prime, per capire chi ha diritto ha finanziamenti pubblici e chi no.

Una torta da spartirsi. Se è vero che per la crisi i soldi che il ministro può devolvere sono sempre di meno, si tratta comunque di una fetta di quasi 30 milioni di euro l’anno. Nessun colpo di mano, si badi bene. Si trattava di un atto previsto da tempo, ma certamente fuori luogo di fronte alle ormai certe dimissioni di Silvio Berlusconi. Un colpo di coda per tenere sotto controllo un settore, quello cinematografico, da sempre ritenuto importante per creare consenso, nominando parenti di amici.

Partiamo dalle mogli di… Il ministro dei Beni culturali ha nominato Valeria Licastro Scardino, sposata con il commissario Agcom Antonio Martusciello, ex deputato di Forza Italia ed ex sottosegretario ai Beni culturali nel lontano 1994. La su consorte non sembra avere grandi competenze cinematografiche. Infatti, in passato è stata segretaria di Confalonieri, dirigente di Fininvest e di Mondadori. A far compagnia alla Licastro, anche un’altra moglie di…: Antonia Postorivo, sposata con il senatore Pdl Antonio D’Alì, collega di Cesare Previti e cara amica di Niccolò Ghedini. La Postorivo era stata nominata già due anni fa. Ora cambia solo funzione: si occuperà, nel prossimo biennio dei lungometraggi.

Marzullo, dalla notte alla commissione. Un’altra riconferma è quella di Anselma Dell’Olio, moglie di Giuliano Ferrara, critica cinematografica. Almeno una persona competente. La passionaria Anselma lavora nella trasmissione di Gigi Marzullo, “Il Cinematografo”. E proprio il conduttore della notte è stato nominato da Galan commissario per la Cinematografia.

Trasparenza, questa sconosciuta. E pensare che l’associazione dei professionisti del cinema e di televisione, 100autori, aveva chiesto maggiore trasparenza e ricambio, con un turn over di 6 mesi. Invece no, il criterio di selezione rimane un grande mistero. Anche perché oltre alle mogli di, ci sono molti dipendenti ex dipendenti delle aziende di Silvio Berlusconi.

Un ex ministro in cerca di lavoro. Ora, dopo aver dato lavoro a tutti, Giancarlo Galan ora è senza impiego. Ha lasciato la presidenza della Regione Veneto per un posto da ministro. Ma adesso, dopo le dimissioni di Berlusconi, si ritrova disoccupato, visto che non è nemmeno parlamentare. Ci sarà ancora posto in qualche commissione?

fonte:Diritto di Critica

Servi di regime

 di - 19 novembre 2011  1 Risposta »
nov 192011
 

Negli ultimi disperati giorni che hanno preceduto le dimissioni di Silvio Berlusconi, abbiamo assistito agli ultimi colpi di coda dei servi del premier, con azioni degne di quanto di peggio ha compiuto questo governo negli ultimi tre anni.

Qualche esempio. Venerdì 12 novembre, il giorno prima delle dimissioni del primo ministro, la Gelmini ha firmato il decreto di assegnazione dei fondi dei Programmi Operativi Nazionali – Ricerca e Competitività, cofinanziati dalla Comunità europea per le regioni cosiddette della convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. A parte che la prima cosa che viene in mente su queste quattro regioni non è la convergenza ma sono i quattro nomi Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita,  e Mafia, il ministro Gelmini ha distribuito la maggior parte dei fondi ad istituzioni private, di provata fede governativa evidentemente, costringendo le Università pubbliche ed i laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche a doversi spartire la quota restante.

Non solo, ma la  ministra, fautrice in ogni occasione della cosiddetta “premialità”, ha appena nominato nel Consiglio di amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche un giovane di successo, il Prof. Gennaro Ferrara, di anni 74, per 23 anni rettore di quella che viene considerata  l’università più nepotista d’Italia, la napoletana «Parthenope», nota per essere stata valutata  il peggiore ateneo del Paese nella classifica del Sole24Ore.

Se la Gelmini si è ridotta  al giorno prima delle dimissioni per portare a termini i suoi squallidi giochetti, Eugenia Roccella, novella paladina delle armate papaline, ha fatto di meglio firmando lunedì 14, quindi a governo già dimissionario e poche ore prima di dover lasciare la poltrona di sottosegretario alla Salute, le nuove linee guida del Ministero della Salute per la legge 40, la legge sulla fecondazione artificiale. Il commento puntuale sarebbe lungo ed amaro, basti citare il divieto alla diagnosi pre-impianto anche alle coppie con malattie genetiche. Perché, dice la Roccella, «penso che ognuno debba fare i conti ed accettare la propria realtà e condizione. Non si può rispondere ad un’ingiustizia naturale con un’ingiustizia legale».

Si suppone che la Roccella abbia rifiutato qualunque vaccinazione ai propri figli, e rifiuterebbe  di somministrare loro un antibiotico che ucciderebbe milioni di piccoli e indifesi germi, se per caso i figli fossero infettati da una meningite fulminante. D’altronde questi sono casi naturali, mentre la legge non può stravolgere la natura, che è sacra. E’  per questo forse che nel gennaio 2011 ha firmato una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

L’ultimo caso noto di un colpo di coda si è avuto giusto il giorno in cui il professor Monti stava valutando i possibili ministri del nuovo Governo. Il nome di Salvatore Settis, illustre archeologo di fama internazionale, ex-direttore della scuola Normale superiore di Pisa, era fra i papabili come Ministro dei Beni Culturali. Ma gli ultimi lombrichi del PdL hanno posto il veto. Troppo grave era stato l’affronto verso il fido Bondi, ministro(?) dei Beni culturali, quando, nel febbraio 2009, Settis diede le dimissioni dalla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali criticando l’operato del Ministro. Sembra fra l’altro che il Settis avesse avuto da ridire anche sulla scelta dell’illustre personaggio che Bondi aveva destinato a Direttore del Polo Museale di Venezia. Il fatto che il prescelto (il dottor Sgarbi) fosse stato condannato in via definitiva per truffa aggravata nei confronti dello stato italiano, era stato considerato da Settis un impedimento ad affidargli un ulteriore incarico di prestigio.

Questi pochi esempi danno un’idea dell’abisso di pochezza culturale, acrimonia rancorosa, assenza di ogni concetto di Stato e dei valori costituzionali, ignoranza del significato dei principi più elementari di libertà di queste persone che hanno fatto dell’idolatria al satrapo dispensatore di prebende, e della sottomissione ebete e servile a falsi insegnamenti cristiani, il loro credo di vita.

C’è chi ha criticato alcune manifestazioni di gioia alla notizia delle dimissioni del premier, senza capire che dietro c’era, c’è, la speranza di togliersi di torno non solo un uomo che si è dimostrato indegno di governare e rappresentare il paese, ma anche  la marmaglia indegna che l’ha accompagnato negli ultimi anni e continua ad avvelenare l’aria e le istituzioni della Repubblica Italiana.

fonte: Cronache Laiche

ott 142011
 

La pagina di Wikipedia Italia è sparita (mi permetto di precisare, che sono sparite solo le pagine “scomode” al governo, il resto c’è ndt). Tutti i singoli contribuiti inseriti nell’enciclopedia online sono stati cancellati. Tranne uno, una spiegazione, che chiarisce le motivazioni che hanno spinto i wikipediani italiani a questa drastica decisione.

Si legge nella versione tedesca: „ In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni è stato utile a te lettore e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.” [Vedi Wikipedia: Comunicato 4 ottobre 2011 - Wikipedia]

L’azione è per ora solo un grido d’allarme, però talmente urgente che ci si meraviglia che i gestori del sito italiano, non abbiano ancora aderito allo sciopero. I servizi dell’informazione, i blog, i forum, tutti cioé, sono colpiti dalla legge, che la coalizione di governo di Silvio Berlusconi sta tentando di far approvare in parlamento.

Se questa legge entrasse in vigore, sarebbe la fine dell’Internet italiano. E sarebbe la fine dello stato di diritto.

In sostanza si tratta di un disegno di legge per regolarizzare l’uso delle intercettazioni telefoniche ed altre misure di controllo telefonico. Però a pagina 24 si legge qualcosa che ben difficilmente può chiamarsi libertà di pensiero.

I gestori dei siti Web sono costretti a pubblicare entro le 48 ore tutte le rettifiche e le dichiarazioni, richieste dall’inserzionista. In poche parole: se un politico o chiunque altro dovesse sentirsi offeso da un contenuto pubblicato su Wikipedia o su altra testata giornalistica online, potrà richiedere una rettifica dello stesso, senza che i gestori dei siti web possano opporsi. Senza controlli legali, senza nessuna verifica di terzi, semplicemente così. Questo articolo non mi va a genio? Cancellalo!

In questo modo morirebbero in Italia cronaca, libertà di opinione e giornalismo in rete.

Per ora questa legge non è ancora realtà. Sono in corso dibattiti in parlamento che possono durare a lungo, forse tanto da vedere questo sciagurato governo cadere. La coalizione di Berlusconi è stata sconfitta non solo alle elezioni amministrative. Ultimamente anche la controversia sulle misure adottate per sanare lo spaventoso debito pubblico ha avvicinato il governo alla sua fine anticipata.

Quindi è assolutamente possibile che, questa discutibile proposta non sia quindi approvata, dato che a breve il governo cadrà. Però se la legge venisse approvata, è evidente che sarebbe chiaramente anticostituzionale . Di fronte alla Corte Costituzionale non ci sarebbe alcuna possibilità. Inoltre vìola la normativa europea che tutela la libertà di stampa e di opinione.

Ma tutte queste riflessioni e previsioni non servono. Se consideriamo i fatti è indifferente se questo disegno di legge verrà mai realizzato o meno. È significativo che il governo abbia soprattutto avuto la sfacciataggine, di presentarla in parlamento. E’ questo il vero scandalo. E’ più che mai evidente che i Berlusconisti hanno le ore contate.

Disprezzano lo stato di diritto, se ne infischiano della Costituzione e dei diritti umani. Si appoggiano ad una ridicola ed antiquata ideologia. Credono davvero, di poter gestire il mondo globalizzato con metodi di questo tipo. E considerano l’Italia un paese, in cui possono cavarsela con misure di questo genere. Ma non ci riusciranno. Non più. La rete con i suoi milioni di utenti è troppo potente. Questi ultimi spasmi del berlusconismo, sono destinati a fallire.

fonte: Zeit Online ” Italien Die letzten Zuckungen des Berlusconismus”  

immagine: Royal College of Surgeons of Edinburgh

 

ott 062011
 

Il fascino populista del Premier, il sospetto di evasione fiscale e una debole opposizione non sono abbastanza per spiegare la sua immunità a infinite accuse di corruzione: così ha dichiarato uno studioso italiano di fronte a migliaia di spettatori lo scorso fine settimana.

Mentre si veniva a sapere che il Premier settantaquattrenne si era presentato ad un evento ufficiale della Chiesa con due prostitute spacciate per segretarie, Maurizio Ferraris dell’Università di Torino addossa al post-modernismo la colpa dell’agonia del Paese.

Nell’assolata Piazza Grande di Modena, i delegati dell’annuale Festival della Filosofia hanno ascoltato il Prof. Ferraris – collaboratore del filosofo Derrida – parlare delle trappole morali delle tendenze culturali, e di come il Presidente del Consiglio italiano sia uno delle creazioni più mostruose del post-modernismo.

La verità, in un ambiente meno rigido come quello di oggi, dice il Prof. Ferraris, è diventata un concetto elastico; l’umorismo e l’egoismo hanno preso il sopravvento sull’etica, rendendo tutto possibile nell’Italia di Berlusconi.

Rivelazioni imbarazzanti sulla vita pubblica e privata del Presidente del Consiglio hanno comunque continuato a trapelare. In aggiunta a Berlusconi che porta prostitute in Chiesa, intercettazioni telefoniche pubblicate ieri suggeriscono che nel mese di settembre 2008 il capo della sicurezza di Berlusconi abbia procurato giovani donne al Presidente del Consiglio per soddisfare il suo insaziabile appetito sessuale.

Altre notizie sembrano insinuare che Berlusconi abbia usato le sue influenze affinché Giampaolo Tarantini, accusato di avergli fornito prostitute per i suoi festini e di averlo ricattato in seguito, potesse ottenere i documenti di viaggio necessari per un viaggio di lavoro in Cina.

Nel frattempo, la notevole capacità dei magistrati di accedere alle telefonate private del Presidente del Consiglio è stata illustrata quasi comicamente da una telefonata intercettata effettuata dall’uomo d’affari Valter Lavitola. Quest’ultimo è stato registrato mentre diceva: “Sto chiamando da Sofia, in Bulgaria, da un telefono di qui; di sicuro non possono intercettare questa telefonata…”

Fonti vicino a Berlusconi hanno dichiarato, senza nessuna sorpresa, che si sente “distrutto”, ma che non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ha aggiunto di non aver commesso alcun crimine e che la metà del pubblico italiano “vorrebbe avere relazioni con delle belle ragazze giovani”. Gli investigatori sospettano che Berlusconi sia stato costretto a pagare ingenti somme di denaro a Tarantini per mantenere il silenzio sulla storia delle prostitute. Berlusconi nega tutte le accuse.

Ieri sera alle 20.00 è trascorsa la scadenza stabilita dai magistrati che dava la possibilità a Berlusconi di presentarsi all’interrogatorio sul presunto ricatto. I procuratori potrebbero provare ad ottenere il permesso parlamentare per trascinare il Premier in tribunale per interrogarlo sui fatti. Ma la maggioranza di Berlusconi, esile ma persistente, lo rende quasi impossibile. E rende quasi impossibile un’imminente caduta del Governo, nonostante l’indice elettorale sia precipitato.

Post-moderno o no, nell’immediato futuro il disastro della politica italiana sembra destinato a continuare.

fonte: The Independent

Il doppio rischio

 di - 3 ottobre 2011  Commenta »
ott 032011
 

Tutti i paesi hanno un premio di rischio tranne l’Italia, che ne ha due. Oltre a quello tradizionale che ieri sfiorava i 400 punti in un crescendo preoccupante, l’Italia si porta dietro il peso morto di un secondo rischio chiamato Silvio Berlusconi.

Ogni volta che il primo ministro apre bocca, fa disastri e mette in imbarazzo ogni italiano per bene. Nel mezzo delle indagini sulle fogne dei suoi festini privati e sulla rete di trafficanti di sesso suoi presunti ricattatori, è venuta fuori una convesazione intercettata dal Tribunale di Napoli in cui Il Cavaliere (perché poi gli fanno l’onore di questo appellativo?) dimostra ancor più la propria rozzezza abituale. Parlando della cancelliera tedesca Angela Merkel, dice (secondo Il Fatto Quotidiano) che è una “culona inchiavabile”.

Non è tanto la battuta infelice, diretta peraltro ad una laureata in Fisica, e dunque molto al di sopra dei limiti mentali dell’aggressore, che danneggia l’immagine di Berlusconi; il peggio è che corrode la credibilità che resta ad una Repubblica degradata dalla figura pubblica e privata del suo primo ministro.

Nessuno può credere ancora a quest’uomo quando, perseguitato dalle interminabili accuse di corruzione, piagnucolava ne Il Foglio che “non ha mai fatto nulla di cui vergognarsi”; nessuno può più credere alla nota ufficiale del suo Governo, che dà la colpa alla stampa (?) per il taglio del rating italiano da parte di Standard & Poor’s; nessuno può più credere che un paese governato da quest’uomo possa realizzare un piano di risanamento, ridurre il debito e preparare un periodo di crescita.

L’inettitudine ufficiale durante le legislature di Berlusconi è in gran parte responsabile delle difficoltà che soffre il paese. Molte veline, molta corruzione, molte umiliazioni della legalità democratica e poca crescita reale.

Dal momento che l’Italia ha due premi per il rischio (un premio e il suo primo ministro), sarebbe adeguato preparare due piani di salvataggio. Il primo, quello del risanamento economico; il secondo e più importante, il recupero della credibilità sociale con un processo pubblico contro Berlusconi, come una causa generale che coinvolga tutta la società italiana.

Senza una tale impresa di disinfestazione, l’Italia non ha futuro. Dai tempi dei Borgia nessuno aveva degradato tanto la politica italiana come Don Silvio; e si consideri che l’avevano degradata parecchio.

fonte:El Paístrad.:Italia dall’Estero

Crepuscolo

 di - 19 settembre 2011  3 Risposte »
set 192011
 

In questi  ultimi giorni si respira in Italia un’ aria ammorbata e pesante alla “Morte a Venezia“.

Non riesco a togliermi dalla mente l’immagine del decrepito Von Aschenbach, il protagonista avvizzito e disperato, reso folle dal desiderio per l’adolescente Tadzio e dalla orrenda consapevolezza di una giovinezza perduta per sempre. Il viso reso grottesco dagli strati di trucco e belletto, Von Aschenbach vaga per le vie di una Venezia grigia e nebbiosa devastata dall’epidemia di colera. Alla fine morirà, senza neanche essersi reso conto dello stato di distruzione in cui versano la città e il paesaggio che lo circondano.

Per certi aspetti la storia richiama la penosa decadenza del berlusconismo, nell’ora in cui il trucco e il belletto non fanno neanche più ridere.

Ma mentre per Von Aschenbach la penna di Mann e la cinepresa di Visconti riuscivano a dare grandezza e immortalità a una figura patetica, per Silvio Berlusconi basta e avanza il Fatto Quotidiano:

 

 

ago 132011
 

… se a pagare sono sempre i “soliti rintracciabili”; … se viene tagliata una parte consistente del welfare; … se il futuro dei nostri giovani è una drammatica scelta fra un “non futuro” o emigrazione; … se la casta politica è sempre più casta; … se questo stato elimina le ricorrenze nazionali non toccando quelle “concordatarie” (immaginate  una Francia senza il 14 luglio o agli Stati Uniti senza il 4 luglio); … se la  Chiesa Cattolica, sempre pronta a battersi per la difesa della vita e contro gli omosessuali, è altrettanto pronta ad incassare le enormi somme scaturite dagli assurdi privilegi fiscali di cui gode; … se il debito mensile è salito dai 2,746 miliardi di euro del 2001, ai 7,68 attuali; … se le Banche di Lugano nei giorni scorsi hanno esposto il cartello “cassette di sicurezza esaurite” significando che una parte consistente di gente come voi ha valicato i confini per portare all’estero gl’illeciti frutti della propria evasione fiscale…. Ci fermiamo, anche se potremmo proseguire a lungo.

Si, sappiamo benissimo chi “ringraziare”.

giu 152011
 

Di sconfitta in sconfitta, fino alla vittoria finale. È quel che ha di buono Berlusconi. È un populista ma solo se il popolo è favorevole. Quando il popolo è contrario e lo rimette al suo posto, fa finta di nulla. È quel che è successo quindici giorni fa dopo le amministrative. Ha ricevuto una batosta di tutto rispetto, e ha detto: “Non succede niente”. E visto che i sondaggi gli suggerivano forse che stava arrivando una nuova sconfitta al referendum, prima di ritirarsi a Villa Certosa per invitare i suoi a dare l’esempio astenendosi, si è messo al sicuro dicendo: “Questi referendum sono inutili. Se perdiamo, non succede assolutamente nulla”.

Quel che è successo, tuttavia, è tutto. Sono state due batoste di grande significato politico in solo due settimane. Una valanga di voti ha detto a Berlusconi che non ha più legittimità per continuare a governare. Che la maggioranza parlamentare acquisita con la compravendita dei transfughi non rappresenta la maggioranza della società del Paese.

La consultazione popolare, la prima di tipo abrogativo in 15 anni, ha annichilito il cuore della sua politica energetica, il programma nucleare, e gli imbrogli che Berlusconi ha cercato di improvvisare dopo la tragedia di Fukushima per rubare il voto ai cittadini. Continue reading »

giu 142011
 

Forse è sfuggita ai più – con piena giustificazione viste le vicende referendarie – una dichiarazione del neo ministro per le politiche agricole Saverio Romano. Tanto per capirsi Saverio Romano è colui che ha creato, insieme a Domenico Scilipoti, quella impresentabile stampella chiamata “Movimento di Responsabilità Nazionale”. Ovvero i “responsabili”, la famosa “terza gamba” su cui poggia l’oramai asfittico governo Berlusconi.

Intervistato dal Il Giornale, alla domanda se secondo lui vi siano le condizioni economiche per la riforma fiscale, ha risposto  che: ” tanto vale fare una riforma fiscale adesso, indipendentemente dalla tenuta dei conti pubblici, perchè se no ne trarrà giovamento un futuro governo di sinistra“. Significativo anche il titolo che il quotidiano ha dato all’intervista: ” Inutile tenere i conti a posto per i governi della sinistra“.

Secondo Romano, quindi, meglio mandare il paese in vacche adesso pur di accaparrare un residuo consenso e giusto per mettere in difficoltà un ipotetico futuro governo di centro-sinistra. Parole, quelle del ministro, dalle quali traspare come il senso dello Stato – Stato inteso come la comunità nazionale fatta dai cittadini – risulti essere pari a zero.

Questo è un ministro della Repubblica che ha, per giunta, la spudoratezza di definirsi “responsabile“.

apr 122011
 

Nell’ottobre del 2001, Silvio Berlusconi ricopriva già la funzione di Presidente del consiglio italiano. In occasione di un viaggio a Berlino, egli dichiarava pubblicamente la “superiorità della civiltà occidentale” sull’islam e sul mondo arabo musulmano. Un modo semplice per fare propria la tesi di Samuel Huntington sullo scontro di civiltà. Eppure questa settimana, la democrazia parlamentare italiana non ha dimostrato di essere animata da uno spirito particolarmente superiore a quello che anima i futuri democratici della primavera araba.

“Vietnam parlamentare”

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati, ha dato “uno spettacolo intollerabile, che rischia di minare la credibilità delle istituzioni e di sconcertare i cittadini. Non si può più continuare così.” Il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ultima roccaforte contro la frammentazione della vita politica italiana, suona il campanello d’allarme. Per tentare di salvare il salvabile, ha convocato d’urgenza al Quirinale i capigruppo parlamentari per richiamarli alle loro responsabilità. Continue reading »