di: Ottavina Reale
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Ormai, il Partito Democratico non si sa neanche più “cosa” sia. E a che cosa serva. E’ un partito che brilla per l’assenza di idee concretamente alternative all’attuale sconcio del centro-destra, senza la capacità (e senza la volontà?) di fare una vera opposizione. Un partito che ha cercato di unire a forza l’eredità di Togliatti [...]
di: laredazione
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Questa è l’ultima settimana di lavoro a Red Tv, dalla prossima settimana tutti i lavoratori del canale satellitare fliglio di Nessuno Tv saranno in cassa integrazione, resterà acceso pro forma solo il segnale. Penso ai miei tredici colleghi assunti a tempo indeterminato, ma soprattutto ai quattro a tempo determinato già espulsi dal ciclo produttivo a gennaio e privi anche di strumenti di tutela. Si rincorrono progetti per una possibile riapertura più in là nel tempo, ma non ci spero granché. Meglio attrezzarsi per fare altro.
di: laredazione
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Riportiamo l’articolo di Ingrid D. Rowland dal titolo riginale With Berlusconi in the Soup apparso sul The New York Review of Books. L’articolo della prof. Rowland disegna un interessante e complesso quadro della politica e del costume italiano. La traduzione italiana è a cura di ItaliaDallEstero.info, che ringraziamo.
È segno dell’inettitudine (o dell’istinto suicida) del principale partito d’opposizione italiano, il Partito democratico, il fatto di aver trascorso il periodo di maggiore impopolarità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad agitarsi per l’elezione del segretario di partito
- 26 novembre 2009
- Categoria: Interni
di: J.A. Brady
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Il prossimo 5 dicembre – forse molti non lo sanno – si terrà a Roma una manifestazione per reclamare le dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Una iniziativa questa nata dal basso, da semplici cittadini; dapprima in rete, su Facebook – dove ha raccolto in pochi giorni circa 270.000 adesioni – e poi via [...]
- 16 novembre 2009
- Categoria: Interni
di: Jaques M. Hotteterre
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Dopo l’elezione di Bersani alla segreteria del PD, Francesco Rutelli ha dichiarato, tra l’altro, che: «Bisogna uscire dai vecchi binari, dobbiamo iniziare un tragitto differente unendo persone diverse». Insomma una uscita dal PD riaffermata anche in successive dichiarazioni.
Nei giorni seguenti ha preso piede in rete una iniziativa per opera di autori di alcuni blog quali Piovono Rane, Ciwati, Wittgenstein, ma anche di moltissimi comuni internauti, di chiedere a Rutelli un atto di coerenza: quello di dimettersi da senatore eletto nelle liste bloccate del PD. Rutelli ha risposto motivando – motivando? – il suo diniego facendo un bilancio da bottegaio di ciò che ha dato, e di ciò che ha ricevuto. Naturalmente lui è in credito, a suo dire. Vabbé non si può avere tutto e comunque non abbiamo sentito levarsi lamentazioni da tragedia greca dagli iscritti e i simpatizzanti del PD (( chi scrive non è ne l’uno, ne l’altro)) alla notizia della sua uscita dal partito.
di: Jaques M. Hotteterre
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Domani si terranno le primarie del Partito Democratico. Crediamo sia un evento importante per la politica italiana ma, sopratutto, per la democrazia di questo paese. Del resto le primarie sono un fatto unico non solo nel panorama italiano, ma in quello europeo. Non esiste infatti un solo partito che contempla l’elezione del suo segretario politico attraverso il voto popolare degli iscritti e dei non iscritti. ((Certo che per arrivare alle primarie il percorso è cervellotico e dovrà essere immediatamente rivisto dalla nuova dirigenza.))
Ciò ha consentito la discesa in campo di soggetti le cui simpatie politiche non vanno certo al Partito Democratico. Il direttore del Foglio Giuliano Ferrara, dalle colonne del proprio giornale, ha fatto un vero e proprio endorsement (ha dichiarato che andrà anche a votare) a favore di Bersani.
di: Jaques M. Hotteterre
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Ci fanno o ci sono? Sono coglioni o mascalzoni? Queste sono le domande che ci stiamo ponendo dopo le vergognose assenze – 20 del PD – che hanno garantito la sopravvivenza dell’esecutivo. Perché il dubbio che questa gente sia o politicamente ottusa, o opportunista ci pare a questo punto lecito. Un Berlusconi che sale il Colle per rimettere il suo mandato una manciata di giorni prima della sentenza della Suprema Corte sul Lodo Alfano era il probabilissimo quadro che non si è realizzato. Bene, a questi signori il merito. Al di là di ogni ragionevole dubbio loro sono la garanzia e l’assicurazione sulla vita per la sopravvivenza politica e culturale di Berlusconi e del berlusconismo. Su questo Silvio ha ragione, dobbiamo dargliene atto.
di: Ottavina Reale
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Nei giorni passati l’attenzione della stampa si è concentrata sulla risposta, esplicita e dura, che Don Antonio Sciortino Direttore di Famiglia Cristiana ha dato ad un lettore a proposito del comportamento “indifendibile” del Presidente del Consiglio.
Poco o niente è stato invece l’interesse sull’editoriale apparso nello stesso numero del settimanale cattolico e riguardante il Partito Democratico. Un editoriale dall’eloquente titolo “Il diritto di sapere se è un Partito o una Babele”. Un peccato perché le analisi e le considerazioni espresse nell’articolo