di: laredazione
Dobbiamo ad un discreto teologo una delle più interessanti riflessioni dell’estate italiana. Approfittando di una brevissima bonaccia sul fronte delle polemiche italiane, Vito Mancuso si è posto una seria domanda in una lettera aperta inviata al quotidiano “La Repubblica” il 21 agosto: poteva continuare a pubblicare “con la coscienza a posto” i suoi libri con [...]
di: laredazione
Questo il titolo dell’articolo apparso sul New York Times (in inglese Prime Ministre, Primo Mogul). L’articolo, come è intuibile, vede protagonista Silvio Berlusconi e non è altro che una analisi dell’anomala situazione italiana. L’occasione è stata la recensione del film Videocracy presentato a Manhattan. La traduzione in italiano a cura di Italia dall’Estero.
«Ci sono momenti in “Videocracy”, uno sguardo impietoso e nauseante sul mondo televisivo creato dal Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, in cui sembra di assistere a una trasmissione proveniente da un altro pianeta. Berlusconi, magnate dei media, che esercita un monopolio assoluto sulla televisione italiana ed è stato eletto per la terza volta nel 2008,
di: laredazione
L’autorevole quotidiano francese Le Monde ha pubblicato l’articolo En Italie, polémique sur la restriction des vidéos sur le Web. Il fondo, a firma di Daniel Psenny, mette in evidenza ancora una volta il conflitto di interessi fra il presidente del consiglio ed i media. Riproponiamo l’articolo nella traduzione italiana curata, come di consueto, dagli amici di ItaliadallEstero, che ringraziamo.
di: Jeremy A. Brady
Lo diciamo subito, giusto per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, che siamo contrari in linea di principio al finanziamento pubblico all’editoria. A più riprese abbiamo già affrontato l’argomento per quanto riguarda i quotidiani Libero e il Giornale. Crediamo che una pubblicazione – sia essa indipendente, di partito o prodotta in cooperativa – debba sostenersi [...]
di: Jeremy A. Brady
Non sappiamo se il 5 dicembre 2009 sarà un giorno grigio ed anonimo, come uno dei tanti succedutisi in questi ultimi quindici anni. O se sarà una data che lascerà un segno di speranza per il futuro di questo paese. Alexander Stille nel suo “Il sacco di Roma” ha sottolineato come il problema dell’Italia non [...]
di: Jeremy A. Brady
Siamo dell’opinione che Marrazzo abbia sbagliato. Ha fatto bene ad auto-sospendersi. Ancor meglio avrebbe fatto a dimettersi, immediatamente. La cultura di governo, cultura che la sinistra pare aver scordato, passa anche attraverso scelte dolorose che non devono tenere in nessun conto calcoli elettoralistici. Da tutta la vicenda emerge anche un altro aspetto, per certi versi conosciuto da sempre, ma adesso apertamente conclamato dal suo stesso attore principale: il conflitto d’interessi.
Pare che il famoso filmino, o i filmini, che sono stati oggetto dell’estorsione (o ricatto) fossero stati offerti a testate giornalistiche,
di: Jeremy A. Brady
Immaginate questa scenetta. Un signore, tale Bianchi, deve risarcire un altro tizio, il signor Verdi. Per farlo deve passare attraverso la mediazione di un ufficio che stabilirà la procedura di risarcimento, ossia deciderne i tempi ed i modi. Questo Ufficio è alle dirette dipendenze di uno stretto collaboratore del signor Bianchi, tale Rossi. Se fossi [...]