di: Ottavina Reale

Della Costa Concordia e dei suoi protagonisti, nel bene e nel male, è stato detto quasi tutto. Ma c’è un aspetto poco affrontato, ma non per questo secondario, che è quello relativo alle coperture assicurative della nave.
La Costa Concordia ha un valore stimabile intorno ai 400 – 500 milioni di euro e i risarcimenti, secondo uno studio dei Lloyd’s di Londra, potrebbero arrivare a toccare l’astronomica cifra di 3 miliardi di dollari. Va da sè che siffatte cifre sono impensabili per una singola compagnia assicuratrice. La Costa Concordia pare infatti assicurata con una ventina di Compagnie fra le quali spiccano, ovviamente, i Lloyd’s of London.
Chi sono i Lloyd’s.
Ma chi sono questi Lloyd’s di cui si sente parlare solo nel momento in cui una nave naufraga, perde il suo carico, crea danni all’ambiente o viene sequestrata? Ebbene i Lloyd’s of London (questo l’esatto nome) non sono una compagnia assicurativa nel senso comune del termine, bensì una corporazione la cui nascita risale a circa trecento anni fa.
Attualmente la loro sede è situata in Lime Street, nella City, ma fin dal 1691 i capitani delle navi, gli armatori e i mercanti marittimi s’incontravano nella Coffe House di Edward Lloyd in Abchurch Lane. Da qui il nome. Successivamente la Coffe House si traferì Lombard Street e i partecipanti del “comitato assicurativo”, dopo la morte di Mr. Lloyd, si trasferirono al Royal Exchange, per formare la “Society of Lloyd’s”.
Nel 1871 il Parlamento varò una legge con la quale sanciva il valore legale della corporazione e ne regolamentava l’esercizio.
Come funzionano i Lloyd’s.
L’attività dei Lloyd’s è quella di trattare i grandi rischi suddividendoli fra un grande numero di operatori. Funziona come una Borsa dove la merce trattata non sono titoli azionari, ma contratti assicurativi. In sostanza si fa promotrice di accordi tra le persone (tradizionalmente chiamati Names) e le aziende che, riunite in un pool, riescono a suddividere i grandi rischi che sarebbero troppo onerosi per una singola società assicuratrice.
All’interno dei Lloyd’s operano quindi due categorie: le persone e l’imprese. La prima categoria è composta da soci, in pratica coloro che forniscono il capitale. Alla seconda categoria appartengono gli agenti, i broker e gli altri professionisti che sostengono i soci: ovvero coloro che sottoscrivono i rischi e rappresentano i clienti all’estero.
Un meccanismo, questo, che per secoli ha funzionato in maniera quasi perfetta fino alla crisi sorta sul finire degli anni ’60. Furono gli anni in cui i mercati delle merci cominciarono a globalizzarsi e a ricapitalizzarsi in maniera esponenziale. Fu un periodo in cui molti soci fallirono proprio perchè la compagnia risultava essere piccola rispetto alla capitalizzazione del mercato e, soprattutto, rispetto ai rischi sottoscritti.
Da qui si rese necessario un allargamento dei soci accettando anche coloro che non fossero stati operatori di mercato, stranieri e donne. Ed è questa la struttura che ancora oggi regola la Corporazione e che è composta da 2011 membri per quanto riguarda la prima categoria (Soci) e 314 (Agenti) per la seconda.
La sede attuale.
L’attuale sede, il Lloyds Building situato nel cuore della City, è stata inaugurata nel 1986 ed è opera dell’architetto Richard Rogers. Il palazzo è alto 76 metri ed è suddiviso su 14 livelli. Al sesto piano si trova la galleria dei visitatori dalla quale si può osservare dall’alto la “Underwriting Room”, la sala ove si concludono i contratti assicurativi. Al centro si trova la “Lutine Bell”, la campana dell’omonima fregata francese affondata nel 1799 con un carico di argento e assicurata a suo tempo presso i Lloyd’s. Per tradizione, con un rintocco, la campana annunciava le cattive notizie, mentre due rintocchi annunciavano quelle buone. Oggi il suo uso è legato solo alle occasioni ufficiali e a particolari cerimonie commemorative.
Accanto alla campana vi è un piccolo scrittoio, il “Rostrum”, sul quale poggia il “Casualty Book”, ovvero il “libro delle sciagure”. Un registro sul quale ancora oggi vengono annotati, rigorosamente con penna d’oca, i nomi delle navi affondate e assicurate presso i Lloyd’s.
E il nome della “Costa Concordia” adesso è lì, trascritto sul “libro delle sciagure”.
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