Ottimismo surreale

di: J.A. Brady

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Delle due, l’una. O ci prendono per fessi, o sono degli incapaci. Di chi parliamo? Ma dell’ ISTAT che ha diffuso ieri, 6 novembre 2009, una ricerca dal titolo “La soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2009“. Un risultato sorprendente che vede l’ottimismo degli italiani salito al 44,9%, rispetto al 39,4% del 2008.

Questo nonostante la crisi economica, i tagli occupazionali, la cassa integrazione, gli scandali politici, le calamità naturali, l’immagine appannata dell’Italia nel mondo,  ecc. Sorprendente, non c’è che dire, la capacità dell’italiano di vedere, anche in condizioni di difficoltà come le attuali,  il bicchiere mezzo pieno.  Ma la sorpresa dura poco quando scopriamo che la ricerca è stata svolta a febbraio – dicasi febbraio – 2009. Nove mesi fa, quando la crisi economica stava appena iniziando a toccare i consumatori e centinaia di migliaia di posti di lavoro non erano ancora andati persi.

Ci domandiamo, allora, che senso possa avere quello di pubblicare oggi una ricerca che è valida e può fornire utili indicazioni solo se elaborata e diffusa  nell’arco di una settimana, massimo dieci giorni. E qui ritorniamo alla domanda iniziale: o all’ISTAT sono degli incapaci – cosa che riteniamo di escludere visto l’ottimo lavoro pluridecennale che hanno alle spalle – o qualcuno giudica opportuno questo momento per fornirci – considerandoci dei fessi -  un quadro irreale avvalorato da un falso crisma di scientificità.

E scommettiamo che i TG MediaRai strombazzeranno ai quattro venti la notizia senza dirci però che eravamo ottimisti a febbraio.

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Rutelli:dimettermi? Quando mai…

di: Jaques M. Hotteterre

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Dopo l’elezione di Bersani alla segreteria del PD, Francesco Rutelli ha dichiarato, tra l’altro, che: «Bisogna uscire dai vecchi binari, dobbiamo iniziare un tragitto differente unendo persone diverse». Insomma una uscita dal PD riaffermata anche in successive dichiarazioni.

Nei giorni seguenti ha preso piede in rete una iniziativa per opera di autori di alcuni  blog quali Piovono Rane, Ciwati, Wittgenstein, ma anche di moltissimi comuni internauti, di chiedere a Rutelli un atto di coerenza: quello di dimettersi da senatore  eletto nelle liste bloccate del PD. Rutelli ha risposto motivando – motivando? – il suo diniego facendo un bilancio da bottegaio di ciò che ha dato, e di ciò che ha ricevuto.  Naturalmente lui è in credito, a suo dire. Vabbé non si può avere tutto e  comunque non abbiamo sentito levarsi lamentazioni da tragedia greca dagli iscritti e i simpatizzanti del PD[1] alla notizia della sua uscita dal partito. - Leggi il resto…

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  1. chi scrive non è ne l’uno, ne l’altro []
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Vinci per la vita?

di: brunilda

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E’ di quasi un mese fa la notizia che, dopo “soli” cinquant’anni, lo Stato italiano risarcirà le vittime della famigerata talidomide con un vitalizio di quattromila euro al mese. Un Win for Life, in pratica. Se non fosse che, dalla vita, questo centinaio di persone con accertamento di sindrome da talidomide non ha avuto un gran bel regalino. Ricordiamo che la talidomide ha costituito il principio attivo di farmaci sedativi e antinausea ufficialmente in vendita in Italia tra il 1959 e il 1962. Tale principio attivo è stato riconosciuto come teratogeno ed è stato associato a un anomalo aumento di nascite focomeliche, cosa che è poi sfociata nel riconoscimento della suddetta sindrome da talidomide. Una buona notizia, dunque? Non proprio. Perché il vitalizio riguarda solo ed esclusivamente i nati tra il 1959 e il 1965. Il che significa che se sei nato un paio di anni prima o dopo, ti fanno marameo. Aggiungendoci la bella sorpresina:  la talidomide, cacciata dalla porta, pare proprio aver voglia di rientrare dalla finestra.

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Di Malan in peggio

di: J.A. Brady

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Il futuro lodo che salverà Berlusconi dai processi Mills, Mediaset e Mediatrade potrebbe portare questo nome: lodo Malan. Un nuovo lodo che aggirerebbe in qualche maniera il vincolo costituzionale tramite l’accorciamento dei tempi di prescrizione dei processi, anziché di quello dei reati.  Ma a questo punto è difficile trovare una persona che ponga il proprio nome in calce all’ennesima legge ad personam. Alfano si è rifiutato, in un sussulto di non si sa bene che cosa, di spendere il suo: ha già dato. Quindi Ghedini, che è il vero autore di questo tentativo come dei precedenti, dovrà ricorrere ad un personaggio simile a quello interpretato – in maniera magistrale – da Woody Allen in un suo vecchio film: un prestanome.

Ecco allora che salta fuori il sen. Malan. Già leghista transitato nelle file del PdL,  Malan è balzato all’onore delle cronache per aver assunto la moglie, Maria Termini, come segretaria particolare e quindi stipendiata dal Senato. Talmente efficiente nel suo ruolo di segretaria  da aver inviato con la posta elettronica del Senato la proposta di vendita di un proprio immobile con tanto di piantine e brochure. Insomma il Senato della Repubblica come testimonial d’eccezione di una offerta immobiliare privata.

Ma Malan – scusate il bisticcio – è anche famoso per aver richiesto, all’indomani della bocciatura del lodo Alfano, il ripristino dell’immunità parlamentare e per aver ripresentato un emendamento sulla proroga del telemarketing. In pratica, secondo il senatore, anche nel 2010 i call center, accedendo alle banche dati degli operatori telefonici, potranno continuare a proporci telefonicamente promozioni di tutti i generi. L’uso delle banche dati – dichiarato più volte illegittimo dal Garante della Privacy – doveva terminare col 31 dicembre 2009.

Ma last but not least Malan, come si può vedere nell’immagine cliccandoci sopra, è anche un ottimo pianista. Ovvero uno di quelli che in aula si prende cura dei colleghi di partito assenti votando anche per loro. Quindi Ghedini può andare tranquillo, ha trovato la persona giusta per apporre una firma sotto l’ennesima indecenza istituzionale.

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Argleton la città fantasma

di: laredazione

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A nord di Liverpool, nel Lancashire, c’è un piccola città dal nome Argleton. Chi la dovesse cercare su una carta geografica non la troverà mai. E’ una città fantasma, che non esiste nella realtà. Ma è una cittadina reale per Google Maps che la localizza – fate una prova o cliccate sull’immagine – nelle campagne del Lancashire nei pressi dell’autostrada A59.

Secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph, che ha riportato la notizia, essa è stata volutamente inserita dai programmatori di Google per individuare quelle aziende che violano la normativa del copyright di Google Maps. Vi sono dei precedenti  in materia da parte di Google come strade   inventate per gli stessi fini, ma mai era stata messa su una mappa una città inesistente.

C’è chi, come Roy Bayfield dell’università di Edge Hill di Ormskir, che ha deciso di andare a vedere che cosa ci fosse nella realtà la dove é segnato il centro di Argleton. E naturalmente ha trovato solo campi coltivati.

Un portavoce di Google ha detto che anche se la maggior parte delle informazioni fornite dal servizio sono corrette, qualche volta ci sono degli errori. I dati che vengono processati da Google Maps sono forniti da un’azienda olandese: la Tele Atlas, la quale non riesce a spiegarsi la natura dell’errore. Un rappresentante di Tele Atlas ha detto: “Non riesco a capire come un’anomalia di questo genere sia potuta finire nel nostro archivio”.

fonte: Daily Telegraph

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I’m an Italian Senator

di: laredazione

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Fast Tube by Casper

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Una “Intesa” fra morte e profitto

di: Ottavina Reale

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Cosa accomuna la Banca Intesa San Paolo con Hsbc, Goldman Sachs, Merril Lync, Deutsche Bank e Morgan Chase? Questi istituti di credito  si distinguono tristemente  per il fatto di essere parte di un gruppo di 138 fra banche e istituzioni finanziarie di 16 paesi che hanno investito  oltre venti miliardi di dollari in otto società produttrici di bombe a grappolo, le famigerate cluster bomb.

Questo è quanto emerge dal rapporto “Worldwide investments in cluster munitions producers. A shared responsibility“; un rapporto redatto da due organizzazioni non governative aderenti alla Cluster Munition Coalition: la Ikv Pax Christi e  la Netwerk Vlaanderen. La relazione completa  con la lunga lista – la vergognosa lista – delle istituzioni bancarie e finanziarie implicate può essere visionata sul sito Netwerk Vlaanderen.

Ricordiamo che più di un anno fa, ad Oslo, è stata firmata da oltre 100 paesi la convenzione per la messa al bando delle cluster bomb, ma che per entrare in vigore essa deve essere ratificata da almeno 30 stati. Al momento sono 23 i paesi che l’hanno ratificata e fra i paesi europei l’Irlanda ed il Belgio sono gli unici ad avere anche introdotto nella loro legislazione nazionale norme contro la produzione e vendita delle bombe a grappolo. Fra i paesi che non hanno aderito al Trattato di Oslo figurano gli Stati Uniti, Russia, Cina, Israele, India e Pakistan.

Per quanto riguarda  Intesa San Paolo, l’istituto bancario risulta essere partner della Lockheed Martin ovvero della quarta azienda al mondo produttrice di cluster bomb. Tra l’altro Intesa San Paolo fu, nel 2007, segnalata nel rapporto “Too risky for business – Financial Institutions and Uranium weapons” quale unico istituto finanziario italiano con interessi nella General Dynamics, azienda produttrice fra l’altro di munizionamento all’uranio impoverito.

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Il solenne giuramento

di: J.A. Brady

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Giuro sulla testa dei miei figli di non sapere nulla della vicenda [vicenda Mills e diritti Mediaset. n.d.a.] E giuro da presidente del Consiglio,che vado a casa un minuto dopo e esco dalla politica se dovesse venire fuori un documento di versamento, una dimostrazione di una donazione di 600 mila dollari a questo signor Mills “. Silvio Berlusconi, Pescara 12 marzo 2006.

Se ci fosse una condanna in processi come questi [vicenda Mills e diritti Mediaset. n.d.a.], saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto“. Silvio Berlusconi, Roma 31 ottobre 2009.

Non avevamo dubbi ma, giusto per rinfrescarci la memoria, leggiamo ciò che scrisse Mills a proposito dei 600mila dollari ricevuti.  Qua la traduzione in italiano.

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A Lovanio, in Belgio, c’è un “farabutto”

di: laredazione

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«Berlusconi vuole tappare la bocca a un ristoratore di Lovanio». Questo il titolo tradotto in italiano di un articolo – corredato di video e foto – apparso sul belga Het Nieuwsblad. La traduzione qui sotto è stata curata da ItaliaDallEstero.

Incidente diplomatico a causa di ritagli di giornale sulla vita privata del premier italiano.
Lovanio – Il proprietario di un ristorante di Leuven, Giuseppe ‘Pino’ Caprioli (53) è al centro di un incidente diplomatico. Il premier italiano Silvio Berlusconi in persona non è affatto contento dei ritagli di giornale che l’uomo ha appeso alla sua finestra. - Leggi il resto…

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Vaticano e Iran uniti nella lotta all’ateismo. I diritti umani sono un dettaglio secondario

di: J.A. Brady

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Nel ricevere le lettere credenziali del nuovo ambasciatore dell’Iran presso lo Stato della Città del Vaticano, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di un miglioramento della situazione dei cristiani in Iran e ha espresso la sua fiducia nel fatto che le autorità  garantiranno loro la libertà per vivere la fede. Ha inoltre aggiunto che “la Santa Sede, della cui natura e della cui missione è proprio l’interessarsi direttamente alla vita delle Chiese locali, desidera compiere gli sforzi necessari per aiutare la comunità cattolica in Iran a mantenere vivi i segni della presenza cristiana, in uno spirito d’intesa benevola con tutti“.

Il neo ambasciatore iraniano Ali Akbar Naseri ha risposto al saluto affermando, tra l’altro, che ” l’Iran e la Santa Sede hanno posizioni comuni nella lotta contro l’ateismo, il materialismo, l’idolatria, i mali morali e sociali, l’oppressione, l’ingiustizia, la discriminazione, l’ineguaglianza“.

Non ci sorprende che per i rappresentanti dei due stati teocratici gli aspetti di rilievo siano la condizione della comunità cattolica in Iran e l’ Ateismo quale comune nemico e che, invece, non sia stata spesa da loro una sola parola sulla drammatica situazione dei diritti umani in quel paese. Uno stato questo dove il codice penale prevede la pena di morte per i maschi sopra i 15 anni e per le femmine sopra i 9 e per reati quali: omicidio, adulterio, stupro, omosessualità, pratiche non sessuali ma erotiche tra uomini per 4 volte, bacio con lussuria in pubblico per 4 volte, reati legati alla prostituzione, reati legati alla droga, blasfemia, apostasia dall’Islam, estorsione, corruzione, contrabbando d’arte, terrorismo, consumo di alcool per 3 volte, rapina a mano armata, atti incompatibili con la castità, pornografia.

Sulla drammatica situazione in Iran si può consultare il dettagliato rapporto redatto da Nessuno tocchi Caino.

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