Berlusconi e i comunisti buoni

di: J.A. Brady

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In Europa esiste un paese nato dalla dissoluzione dell’ impero sovietico, la Bielorussia, che non fa parte, caso unico, del Consiglio d’Europa. Il perchè è presto detto. La Bielorussia è governata da Alexander Lukashenko – un nostalgico dell’Unione Sovietica -  fin dal 1994. Un  presidente che non ha esitato a modificare la costituzione nel 2006 per poter svolgere un terzo mandato. Un paese, la Bielorussia, dove la libertà di stampa è fortemente limitata, dove i brogli elettorali sono la prassi, dove l’imbavagliamento della minoranza polacca (il 4% della popolazione) e dell’opposizione sono la regola. Lukashenko vanta uno stretto legame con Putin, suo padrino politico. Questi sono i biglietti da visita della Bielorussia. L’Unione Europea si è detta preoccupata per la situazione del paese, tanto da sentirsi costretta a dover finanziarie trasmissioni indipendenti dalla Germania.

Ecco allora che il presidente del consiglio Berlusconi, dopo aver “sdoganato” il dittatore e criminale Gheddafi, con una visita di stato ha reso omaggio anche a Lukashenko. “Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo“. Queste le parole di  Berlusconi nel corso di una conferenza stampa con il presidente bielorusso che, naturalmente, ha risposto con un: “Vediamo la sua visita non solo nel contesto bilaterale, ma anche in un contesto più largo come un gesto eloquente di sostegno e appoggio al nostro paese sulla scena internazionale“.

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