Germania a colori

 Posted by on 26 Settembre 2009  Add comments
Set 262009
 

Domani, in Germania, si terranno le elezioni federali. Un importante appuntamento che sarà seguito con attenzione  vista l’importanza politica-economica del paese. Una ormai consolidata consuetudine del giornalismo tedesco è quella di associare un colore alle varie formazioni politiche. Così abbiamo il nero peri cristiani della Cdu, il rosso per i socialdemocratici del  Spd, il giallo per i liberali del Fdp, il verde per i verdi del Grüne Partei e il porpora per la sinistra.

I giornali, analizzando i sondaggi, si sono sbizzarriti nel definire cromaticamente la coalizione che governerà la Germania dopo le elezioni. Perché una cosa appare ovviamente certa, ed è quella che non vi sarà un vincitore con una maggioranza assoluta. Quindi nessun governo monocromatico. Ed allora? I più sono convinti che nascerà un governo giallo-nero – stile Ape Maia – composto dai cristiano-sociali di Angela Merkel con i liberali. Ma potrebbe essere riesumata l’attuale Große Koalition ovvero l’anarchica – cromaticamente parlando – alleanza rosso-nera: cristiano-sociali e socialdemocratici.

Qualcuno, invece,  sostiene l’idea che alla fine i socialdemocratici, dati in svantaggio, rimonteranno vincendo le elezioni e si coalizzeranno  quindi con i verdi. Da qui una alleanza rosso-verde che non riusciamo ad associare se non ad una patologia dell’occhio chiamata appunto discromatopsia rosso-verde. Ma se per caso i due partiti maggiori – la Cdu e la Spd – dovessero deludere a favore dei partiti minori, si potrebbe assistere ad una maggioranza governativa giamaicana – sempre cromaticamente parlando – fatta di nero (Cdu), giallo (Fdp) e verde (Grüne Partei).  Ed una alternativa percorribile sarebbe anche possibile  con la semaforica coalizione rossa (Spd), giallo (Fpd), verde (Grüne Partei).

Ma quella che toccherebbe veramente il cuore del popolo tedesco, la più nazionale e sentita,  sarebbe una inedita – ed improbabile – Bundesflagge Koalition ovvero la coalizione bandiera: nera, rossa, gialla. Cristiano-sociali, socialdemocratici e liberali.

Il tutto in attesa di sapere se il PiratenPartei – il cui omologo svedese è già entrato nel parlamento di Stoccolma e a Strasburgo – supererà la soglia del 5% necessaria per piantare il Jolly Roger nel Bundestag.

Insomma da lunedi, in Germania, ne vedremo di tutti i colori.

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