Dic 222009
 

Non siamo propriamente d’accordo con l’amatissimo rag. Ugo Fantozzi quando, nel Secondo tragico Fantozzi, definisce il capolavoro di Sergej Ejzenštejn una “cagata pazzesca”.  (( In realtà Fantozzi la chiama Corazzata Kotiomkin del regista Serghei Einstein; i nomi furono volutamente storpiati dal regista Luciano Salce perchè non vennero concessi i diritti per la riproduzione di alcune parti originali dell’opera. )) E non siamo nemmeno d’accordo con coloro che, con elitario snobismo cinefilo, tendono a sminuire i film comici natalizi, i cosidetti cine-panettoni.

Ciò non significa mettere sullo stesso piano artistico e poetico le opere natalizie dei vari De Sica, Pieraccioni, Boldi con quelle di attori che hanno fatto la storia del cinema italiano:  De Sica il Vecchio, Totò, Sordi, Gassmann, Manfredi. Vogliamo solo affermare che anche i cine-panettoni ed i loro protagonisti hanno una dignità. Una dignità diversa da quella  puramente artistica e data da un  legittimo e straordinario valore commerciale.

Noi abbiamo ben presente la differenza che corre fra il valore artistico e quello commerciale di un’opera.  Cosa questa  che invece pare sfugga alla Sottocommissione Cinema del Ministero dei Beni Culturali che ha inserito Natale a Beverly Hills tra i film del 2009 di “riconosciuto interesse culturale”. La Commissione non ha elargito i fondi statali al film – qua la delibera – ma l’aver dato il “bollino di qualità artistica” permetterà alla produzione di accedere agli sgravi fiscali (la cosidetta tax credit), di far riconoscere il film come d’essai e di concedere al distributore l’accesso ad un fondo in relazione agli incassi. Tutta una serie di vantaggi per un film definito dagli stessi autori come commerciale, senza nessuna pretesa artistica. Una pellicola, lo ricordiamo, presente contemporaneamente in 800 sale italiane. Strano modo, quello del ministro Bondi, di aiutare il cinema di qualità che troppo spesso fatica ad imporsi all’attenzione del grande pubblico. O forse, Bondi, ha solo messo in pratica ciò che pensa del cinema italiano il ministro Brunetta.

Non meravigliatevi quindi se un giorno vedrete proiettate in un cinema d’essai le gesta natalizie di Christian De Sica e colleghi. Ci auguriamo solo che dal fondo della sala, un novello rag. Ugo Fantozzi trovi il coraggio di urlare nuovamente “questa è una cagata pazzesca”. Espressione, ovviamente, non rivolta al film.

  One Response to “Natale a Beverly Hills come La corazzata Potëmkin”

  1. […] un problema culturale ancor prima che imprenditoriale. E il tentativo tragicomico di dare – come il Ministero dei Beni Culturali ha fatto – una patente di valore artistico ad un cine-panettone, non aiuta certo il cinema italiano ad […]

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