dic 062009
 

Il NO Berlusconi Day, al di là di ogni valutazione data dal numero dei partecipanti, ha dimostrato che in questo paese c’è una società civile che reagisce di fronte allo scempio culturale, politico e istituzionale cui assistiamo da tanto, troppo tempo.  Persone che vogliono sentirsi cittadini e non sudditi; che pretendono che nel loro paese la normalità sia la regola e non l’eccezione. E’ emersa una società che ha ancora una capacità di indignarsi che pareva andata persa; che si è mobilitata nel momento in cui ha compreso che non esiste una reale opposizione che da corpo al proprio sentire. Una società che, forse per la prima volta nel nostro paese, ha stracciato la delega concessa per riappropriarsi della capacità di decidere dettando i tempi, mettendo la politica di fronte al fatto compiuto.

Lo ha fatto usando i nuovi mezzi di comunicazione. Strumenti malvisti, se non addirittura sconosciuti, al polveroso vecchio modo di far politica. Una società che corre più veloce dei partiti: il no-si-ni del PD alla partecipazione ne è l’esempio. Occorrerrà del tempo per comprendere gli effetti originati da una massa incontratasi in rete, quindi virtuale, che si è trasformata in massa reale riempiendo le piazze. L’ha riempite a Roma – come a Londra,  a Parigi, a Berlino, a Dublino e in 45 altre città del mondo – con civiltà, intelligenza e ironia. A questa ondata di civiltà, le risposte della controparte sono state insultanti e prive di qualsivoglia intelligente contenuto. Ma di questo, vista la caratura dei personaggi, non avevamo dubbi. Alcuni perle.  Storace (La Destra): ” Nella piazza manca solo Spatuzza“. La Russa (PdL): “ In piazza a Roma contro Berlusconi mancano Nicchi e Fidanzati, arrestati dalle forze dell’ordine. I due boss ci tenevano tanto ad andare alla manifestazione contro Berlusconi ma sono stati arrestati“. Calderoli (Lega Nord): “…significa che i contrari sono 350mila e i favorevoli al governo Berlusconi sono più di 59 milioni e mezzo di cittadini italiani!“.

Se questo è tutto ciò che sanno offrire alla dialettica politica, ebbene la società civile – l’onda viola – non può che gioirne perchè questa è, politicamente parlando, gente già morta. Le loro farneticazioni ricordano il delirante Pavolini degli ultimi giorni di Salò. Non ne avranno ancora per molto.

 

  1 Commento a “Remember, remember the 5th of December”

  1. [...] Remember, remember the 5th of December [...]

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