mar 092010
 

Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri (qua la pagina), a proposito del ricorso contro la sentenza della Corte europea diritti dell’uomo sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, si afferma che:

Nell’ordinamento italiano l’esposizione del crocifisso è regolamentata dal decreto legislativo 297/1994 (Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado). In particolare, gli articoli 159 e 190 lo includono tra gli arredi delle aule“.

Affermazione, questa, totalmente falsa. Siamo infatti a andati a consultare gli articoli in questione e vediamo che in nessuna parte di essi viene citato il crocifisso come parte dell’arredo scolastico. ((E chi scrive, laicista ed ateo, trova oltremodo irrispettoso il considerare un banale arredo ciò che per il credente ha un elevato valore simbolico)) Per la verità non viene citato affatto. Non ci pare inoltre che il simbolo cristiano possa rientrare fra le categorie elencate quali, ad esempio,  il materiale didattico e gli attrezzi ginnici. Riportiamo gli articoli 159 e 190 del TU (che potete consultare anche qua):

Art. 159 – Oneri a carico dei Comuni

  1. Spetta ai comuni provvedere al riscaldamento, alla illuminazione, ai servizi, alla custodia delle scuole e alle spese necessarie per l’acquisto, la manutenzione, il rinnovamento del materiale didattico, degli arredi scolastici, ivi compresi gli armadi o scaffali per le biblioteche scolastiche, degli attrezzi ginnici e per le forniture dei registri e degli stampati occorrenti per tutte le scuole elementari, salvo che per le scuole annesse ai convitti nazionali ed agli educandati femminili dello Stato, per le quali si provvede ai sensi dell’articolo 139.
  2. Sono inoltre a carico dei comuni le spese per l’arredamento, l’illuminazione, il riscaldamento, la custodia e la pulizia delle direzioni didattiche nonché la fornitura alle stesse degli stampati e degli oggetti di cancelleria.

Art. 190 – Oneri a carico dei comuni e contributi dello Stato

  1. I comuni sono tenuti a fornire, oltre ai locali idonei, l’arredamento, l’acqua, il telefono, l’illuminazione, il riscaldamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria, e a provvedere all’eventuale adattamento e ampliamento dei locali stessi.
  2. Analoghi oneri sono posti a carico dei comuni nei quali abbiano sede le classi e i corsi distaccati di cui al comma 4 dell’articolo 56.
  3. Lo Stato contribuisce ai sensi e con i criteri di cui agli articoli 7 e 8 della legge 16 settembre 1960 n. 1014 e successive modificazioni, alle spese per l’istruzione statale di pertinenza dei comuni e delle province.

  1 Commento a “Le menzogne governative sul crocifisso”

  1. A me ha colpito molto, che nel sito ufficiale del Governo, ricco di fregi istituzionali, trocolori, foto di presidenti e palazzi, ci sia un riferimento falso.
    Si citi cioe’ una Decreto Legislativo affermando che contiene una regolamentazione che non `neanche vagamente presente in questo decreto. E non e’ un errore, perche’ non esiste nessun decreto che regolamenti il crocifisso. Per cui, questa citazione e’ consapevolmente menzognera. Chi scrive quell’articolo, sapendo che non esiste la regolamentazione, afferma il falso citando un decreto che ben sa non dice nulla a riguardo.
    La spudoratezza e ufficialita’ di questa menzogna palese mi sconcerta: so, in teoria, che il Governo mente, ma vederlo sullo schermo, nero su bianco, mi sconcerta, anzi, mi turba emotivamente.

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