Le vitellone

 Posted by on 7 Marzo 2010  Add comments
Mar 072010
 

Vogliamo ricordare l’8 marzo con le parole di Curzio Malaparte, che   tratteggiò un amaro spaccato di vita femminile nell’Italia degli anni ’50. Ci domandiamo cosa  scriverebbe oggi in proposito Malaparte. La  condizione femminile gli apparirebbe mutata? Le donne di oggi sono davvero tanto differenti da quelle di allora?

Le vitellone di Curzio Malaparte, 1954.

«Il mio amico Fellini, nel suo bel film, ci ha descritto l’esistenza dei vitelloni di provincia. Tutto il pubblico italiano ha riso.

Ma avrebbe riso egualmente se egli ci avesse descritto l’esistenza delle vitellone, il cui dramma offre aspetti morali e sociali molto piu’ amari, patetici, e dolorosi, di quelli degli eroi di Fellini?

I giorni e gli anni (i giorni e gli anni migliori) di migliaia e migliaia di ragazze di provincia trascorrono squallidi e deserti nell’ozio forzato, nell’inutile attesa di un impiego, di un modesto lavoro che le renda indipendenti, nell’incerta e sempre delusa speranza dell’amore, del matrimonio, di una vita di donna, di sposa, di madre. Io mi volgo con simpatia, con rispetto, con tristezza affettuosa all’immenso esercito delle  vitellone condannate a un avvenire freddo, buio, senza gioia, senza amore, in un ambiente provinciale arido, gretto, spietato, dove è veramente una sciagura, non una felicità, nascere donna.»

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