Piange il telefono
In Cina è stata introdotta una forma nuova di potenziale censura. Una forma di controllo che da noi è in vigore sin dagli albori della telefonia mobile. Noi si che siamo all’avanguardia. Ecco la notizia:
Da oggi in Cina le sim card pre-pagate per i telefoni cellulari si possono acquistare solo presentando la carta d’identità e registrandosi con il proprio nome. Il ministro per l’Indutria e l’Informazione tecnologica dice che questo impedirà truffe e reati. Ma gli attivisti pro-diritti e i navigatori internet temono che il vero obiettivo sia una maggior censura dell’informazione e repressione contro i dissidenti. In Cina ci sono 800 milioni di persone che utilizzano il telefonino, 320 milioni dei quali non sono identificabili, secondo Chen Jinqiao, un ricercatore dell’Accademia delle Telecomunicazioni di Pechino. Anche la vendita di sim card alle edicole dei giornali è stata bloccata ma, secondo il quotidiano China Daily, si tratta di una misura “temporanea”. Il giornale sottolinea che un documento d’identità viene chiesto agli acquirenti di sim card in una serie di paesi democratici come il Giappone e l’India.
Beh, il fatto ci consola. Abbiamo la patente di democraticità. Quindi i veri paesi poco democratici sono la Svezia, il Regno Unito, la Francia, la Germania, la Norvegia, la Polonia, gli Stati Uniti – la lista sarebbe lunga – dove l’acquisto di una sim card ricaricabile avviene, oltre che nei negozi di telefonia, anche nelle edicole e nei supermercati senza la necessità di dover presentare un documento.
fonte: Asianews
- 2 settembre 2010
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