Ott 312010
 

In piedi nelle loro uniformi, minigonna e tacchi a spillo, tre giovani donne curve sopra le assi da stiro stirano camice da uomo poco prima di una diretta televisiva. Stanno gareggiando per diventare schedine, giovani donne che ballano un poco, che indossano ben poco e dicono pochissimo in Quelli Che… Il Calcio, una trasmissione popolare della domenica pomeriggio trasmessa dalla TV pubblica italiana. “Le schedine devono essere belle, ma devono anche essere pratiche” dice sorridendo la presentatrice dello spettacolo. “Vediamo cosa sanno fare!” Un ex-giocatore di calcio si avvicina per giudicare il risultato dello stiro e per assegnare il premio ad una agilissima bionda.

Niente di nuovo che la TV italiana trasmetta tette, chiappe e stupidaggini. Tutto questo sta rimbambendo gli spettatori dagli anni ’80, quando le televisioni di Silvio Berlusconi, che prima di entrare in politica era un semplice businessman del settore dei media, rivoluzionarono le trasmissioni mettendo gli italiani a dieta di soap opera americane, calcio e sesso attraverso l’impero di Mediaset. Questa formula però non ha solamente inciso sugli indici d’ascolto televisivi, ma è riuscita anche ad incoraggiare le fortune politiche di Berlusconi.

A distanza di più di 20 anni dal cambiamento della TV Italiana, Berlusconi è il Presidente del Consiglio per la terza volta; la sua presenza nell’istituzione pubblica è già la più lunga dal 1946. Da qualche tempo, però, ha avuto qualche intoppo. La Corte Costituzionale Italiana ha respinto una legge che concedeva l’immunità a Berlusconi per il periodo del mandato, superando anche gli ostacoli per celebrare i processi in cui lui è accusato di corruzione e falso in bilancio dei conti Mediaset. Ma, se anche venisse buttato fuori domani, Berlusconi lascerebbe un’eredità duratura. I suoi spettacoli TV sono fatti apposta per questo. “Berlusconi ha cambiato la cultura dell’Italia prima di averne cambiato la politica” dice Alexander Stille autore del Saccheggio di Roma, un libro sulle tattiche di potere di Berlusconi. “Ha introdotto la cultura del lusso e del sesso, cultura estremamente diversa dalle tradizioni di austerità promosse dal Cattolicesimo e dal comunismo. Il suo controllo delle TV commerciali rivela che lui è l’unico politico al mondo ad aver creato e modellato il proprio elettorato ancor prima che l’elettorato lo eleggesse”.

Il cuore della cultura berlusconiana è la velina, o showgirl, che viene proposta agli italiani ogni giorno come la pasta. Certe veline stanno semplicemente zitte mentre i presentatori maschi parlano. Altre fanno passi di danza o chiacchierano con gli ospiti, com’è avvenuto, ad esempio, con l’allenatore dell’Inter Josè Mourinho all’inizio dell’anno. Altre fanno sciocchi giochi mettendo bene in evidenza le gambe, o azzardano coraggiose docce con acqua fredda indossando attillatissimi abiti. Alcune semplicemente si denudano: recentemente la pagina web di Mediaset ha pubblicato un video con una bionda calata in un sacco nero della spazzatura che veniva pian piano abbassato per rivelarne i seni. Degradante? Non c’è dubbio. Ma l’importanza di queste ragazze nell’Italia di Berlusconi non va scemando. “In passato ricevevamo dalle 10 alle 15 domande alla settimana” racconta Gabriele Bertone, un agente milanese che si occupa di scoprire nuovi talenti. “Ora riceviamo centinaia di richieste”. Un recente sondaggio condotto a Milano tra giovani ragazze, ha rilevato che la professione più ambita è quella della velina. “Certo, tutte vogliono diventarlo”, afferma Anna Depoli, una segretaria di Milano in attesa di far parte della audience di Quelli Che… Il Calcio. “Se sei una velina, hai ottime possibilità di conoscere i giocatori di calcio e se te ne sposi uno, finisci con l’avere a disposizione una montagna di soldi”.

La velina è diventata il fondamento della TV italiana; è la roccia sulla quale Berlusconi ha costruito la sua carriera politica. Nei 15 anni a partire dal suo esordio dominante sulla scena politica italiana, Berlusconi ha creato un forte legame tra intrattenimento e potere. I talebani possono usare la virtù delle proprie donne come slogan, Berlusconi ha usato la bellezza delle donne italiane. Gli americani dovrebbero investire in Italia, disse una volta alla platea di Wall Street, perché ci sono le segretarie più carine.

Stare al gioco

Pian piano la velina ha acquisito una funzione politica al pari del suo ruolo sessuale. Sebbene solo diciottenne, Noemi Letizia – la cui relazione con Berlusconi l’estate scorsa ha fatto esplodere piccanti rivelazioni sulla stampa – conosce bene le regole del gioco. “Io voglio diventare una persona dello spettacolo” riferì ad un quotidiano italiano. “Sono anche interessata alla politica e potrei essere una candidata alla Camera. Papi Silvio si prenderebbe cura di tutto questo”.

Lo scorso anno, giusto per formalizzare questo legame tra politica e showgirls, Berlusconi ha nominato Mara Carfagna, trentaduenne, ex velina e modella che ha posato nuda, suo Ministro per le Pari Opportunità. Questa estate il suo partito ha nominato quattro giovani candidate per le elezioni europee. “L’idea era di ringiovanire il partito” dice Elisa Alloro, 33 anni, presentatrice TV, inizialmente proposta come candidata ed autrice del libro “Noi, le ragazze di Silvio”. “Era la prima volta che la gente in Italia era veramente interessata alle elezioni europee, proprio perché c’erano le veline!” La signora Veronica Lario, ex moglie di Berlusconi, restò meno colpita, definendo questa tattica come “il divertimento dell’imperatore”.

fonte: Time, “How Silvio Berlusconi Uses Women on TV” by Carla Power – trad.: Italia dall’Estero

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