Una volta si chiamava “Legge Finanziaria“, adesso è conosciuta come “Legge di stabilità“. La legge – attualmente in discussione in commissione bilancio con problemi per la maggioranza – prevede un drastico taglio di fondi per quanto riguarda il ministero dell’Ambiente. Esso sarà ridotto a un terzo di quello che era nel 2008: da 1.649 milioni di euro a 513 milioni. Come si può vedere un taglio di oltre un miliardo, con una prospettiva di ulteriore riduzione nei prossimi tre anni. E’ previsto infatti per il 2013 un bilancio pari a 498 milioni.
L’allarme è stato lanciato dal WWF Italia che rimarca come, a differenza di altri dicasteri, quello dell’Ambiente venga, in termini di risorse finanziare, particolarmente colpito. Infatti mentre per il Ministero dei Beni Culturali e per quello delle Politiche Agricole è prevista una decurtazione di bilancio (nel triennio) pari ad un 20%, per quello dell’Ambiente la scure sarà del 60%. In pratica avremo un Ministero che non avrà più le risorse necessarie per gli interventi di competenza a difesa del territorio e dell’ambiente.
Ciò stride ancor più se andiamo a vedere quali saranno le risorse finanziare previste per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e per quello della Difesa. Il primo passerà dagli attuali 6.821 milioni, a 6.640 del 2013; solo una modesta flessione dunque. Il Ministero della Difesa invece, sarà quello che non subirà sostanziali tagli di bilancio. Nel 2008 il suo bilancio era pari a 21.132 milioni di euro. Nel 2013 sarà di 21.366.
L’Italia, dunque, continua ad attrezzarsi per delle guerre – ma le chiamano eufemisticamente operazioni di peace keeping – lontane dal nostro territorio nazionale. Guerre non volute, non sentite dalla maggioranza della nazione e con un costo insopportabile di vite umane. Mentre verso i nemici interni quali le alluvioni, le calamità naturali, il dissesto ambientale – nemici che pretendono un altro tributo di vittime - ha alzato ignominosamente la bandiera bianca della resa.

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