giu 172011
 

E’ triste la storia di Kirk Murphy.

Aveva cinque anni quando ai genitori parve di notare in lui una certa  ”effeminatezza”, un disturbo che a loro parere andava curato al piu’ presto e con ogni mezzo. Il bambino fu quindi costretto a prendere parte al “Sissy Boy Experiment“, un programma sperimentale gestito dall’Università della California.

Correva l’anno 1970 e nel corso della “terapia di recupero”  fu sottoposto, su precisa istruzione degli scienziati, anche a violenze fisiche da parte del padre. Il suo caso, negli anni, fu spesso citato come esempio di terapia di successo da parte di  coloro che sostengono tali tipi di “terapie riparative” .

Kirk Murphy, apprendiamo da  una trasmissione della CNN – “Anderson Cooper 360°” – si è invece suicidato all’età di 38 anni, dopo aver vissuto lunghi periodi di forte depressione, e dopo aver comunque manifestato un orientamento omosessuale,  sempre tenuto nascosto  per paura delle percosse del padre.

A capo del team di quell’esperimento c’era lo psicologo George A. Rekers. Rekers è un pastore battista che risulta fra i fondatori del Family Research Council. Lo stesso Rekers che lo scorso anno fu sorpreso al ritorno da una vacanza in Europa in compagnia di “Lucien”, un giovane escort professionista.

fonte: Washington Post

 

  1 Commento a “Una cura per i gay”

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