Lug 062011
 

Sarà per le loro lotte contro i crocefissi nelle aule scolastiche, a favore della laicità e della libertà religiosa per tutti; sarà perché hanno aperto decine di sportelli dove poter depositare il proprio testamento biologico; o sarà perché benedicono le coppie gay: sta di fatto che rispetto all’anno precedente i contribuenti che destinano il loro otto per mille all’Unione delle chiese valdesi e metodiste sono aumentati del 18%. Lo ha reso noto in questi giorni la Tavola valdese, l’organo esecutivo della piccola chiesa riformata nostrana che, a fronte dei poco più di 25mila membri, può vantare la simpatia di oltre 350.000 italiani.

Un trend che conferma quello degli anni precedenti se si considera che solo l’anno scorso l’aumento era stato di oltre il 14%. «Un dato che testimonia un tasso di stima e di attenzione nei nostri confronti che ci sorprende e ci impegna – ha dichiarato la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese -. Questi contribuenti in assoluta maggioranza non evangelici, firmano a nostro favore perché nutrono un’aspettativa particolare nella gestione dei fondi dell’Otto per mille: per parte nostra cerchiamo di garantirla nella massima trasparenza, destinando l’intera somma ricevuta dallo Stato a progetti sociali e culturali realizzati in Italia e all’estero. Non un euro va a finalità di culto, all’evangelizzazione, alla costruzione o al restauro delle chiese o agli stipendi pastorali. Questa gestione “laica” dei fondi evidentemente incontra il favore di un numero crescente di italiani».

L’assoluta trasparenza sull’utilizzo dei fondi è garantita dal sito www.ottopermillevaldese.org; inoltre annualmente la Tavola valdese pubblica lo stesso elenco dettagliato su diverse testate nazionali. Così si viene a sapere, per esempio, che con i fondi dell’otto per mille valdese vengono finanziati alcuni progetti di distribuzione gratuita di profilattici in Africa per arginare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, o che vengono sostenuti alcuni programmi di ricerca italiana nel campo delle cellule staminali.

La pastora Bonafede non fa mistero del fatto che firmano a favore della Chiesa valdese anche molti cattolici impegnati e praticanti che condividono le loro battaglie civili per la laicità. Un fatto non scontato, se si pensa al presenzialismo politico della Conferenza episcopale, con il variopinto corredo di teocon, teodem e atei devoti, che non aiutano a diffondere una cultura del fondamentale principio democratico della separazione tra lo Stato e le confessioni religiose.

«Nonostante le modeste somme che investiamo in pubblicità e l’assoluto silenzio dei media su noi valdesi e metodisti così come su tutte le altre confessioni diverse dalla cattolica – conclude Maria Bonafede – da questi dati emerge un’Italia che riconosce il valore del pluralismo religioso e lo esprime con una firma».

di Gaëlle Courtens per  Cronache Laiche


  2 Responses to “Boom dell’8×1000 alla Chiesa Valdese”

  1. Gli ho dato l’8per mille convintamente e senza remore. Per quanto mi riguarda l’unico spot credibile sull’ 8 per mille alla Chiesa lo hanno fatto i Paguri l’anno scorso.

  2. Vero, e con la “sublime”partecipazione di FMS. Anche da questa parte è andato ai Valdesi…

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