ENEL alla gogna

 di - 20 ottobre 2011  Aggiungi commenti
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Dopo vari mesi di trattative fra le Autorità ancestrali dei popoli Ixil e la società italiana Enel, la situazione è giunta a un punto di rottura. Ciò è dovuto alla totale mancanza di volontà, da parte dell’impresa italiana,  di trovare punti di contatto reali, avendo scelto di rifugiarsi in un contratto garantito dal Governo (guatmalteco N.d.R.), che però estromette i legittimi proprietari delle terre. Su queste terre si progetta di costruire una diga, e gli abitanti reclamano il 20% degli utili futuri per poter sviluppare la regione.

La storia comincia con le Basi per avviare il dialogo fra le comunità indigene di San Juan Cotzal e l’impresa Enel (si tratta di un accordo firmato il 7 maggio 2011 che stabilisce le basi del dialogo tra le 28 comunità indigene e l’ ENEL, N.d.R.). Oggi le comunità accusano l’impresa italiana di violare i patti e di aver dato il via a tutte le operazioni non incluse nel suddetto documento. Data l’importanza di questo documento, è opportuno farlo conoscere, così come come viene chiesto dalle Autorità ancestrali dei popoli Ixil.

“Durante il processo di dialogo non si useranno misure che implicano l’uso della forza da parte di nessuna delle parti coinvolte. Non si useranno mezzi di pressione o minacce come denunce penali o di qualsiasi altra natura, ordini di cattura, irruzioni, disinformazione o tentativi di qualunque tipo per dividere le comunità”.

“Il processo di dialogo sarà condotto in buona fede, in modo che la comunicazione fra le parti avvenga con rispetto, cortesia e franchezza, e realizzando le consultazioni necessarie da ambe le parti in modo che il dialogo sia partecipativo e che le risoluzioni adottate siano sicure e durevoli, finalizzate al bene comune delle comunitá”.

“L’Enel riconosce e rispetta le Autorità ancestrali quali rappresentanti legittime delle comunità indigene coinvolte e interlocutrici dell’impresa nel processo di dialogo. Le comunità riconoscono Enel Guatemala quale società legalmente impiantata nel paese”.

“Si riconoscono i diritti asssociati alla proprietà pubblica, privata e delle comunità garantiti dalla Costituzione Politica della Repubblica del Guatemala, così come i diritti che lo Stato del Guatemala e il trattato 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro conferiscono alle comunità indigene, in particolare sui territori che occupano da generazioni e che le comunità indigene utilizzano per vivere.

“Le proposte dell’accordo saranno sottomesse alla valutazione e all’approvazione da parte delle comunità coinvolte nel dialogo e delle più alte autorità dell’Enel.”

“Gli accordi finali si renderanno pubblici e legali tramite un documento di fronte all’organo competente. San Felipe Chenla, Cotzal, Quiché, 7 maggio, 2011”.

Questa settimana le Autorità Ixil hanno presentato alla stampa nazionale e internazionale questo ed altri documenti che mostrano la profondità e serietà dei temi  trattati affinché la costruzione di una diga nei loro territori ancestrali apporti benefici alla popolazione della regione. Sembra che questo sia il minimo che si possa fare affinché ‘sviluppo’ non sia una parola senza senso.

fonte: Diario de Centro America, “Empresa Italiana ENEL en la picota“.

 

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