Dic 192011
 

Rischia di passare quasi inosservata la notizia che a New York, nella comunità ebraica ortodossa di Brooklyn, sono state arrestate 85 persone coinvolte in abusi sessuali ai danni di ben 117 bambini. A darla è il New York Post e da noi viene battuta da alcune agenzie e ripresa solo da Repubblica e dal Fatto Quotidiano [La notizia è stata ripresa anche da altri organi d’informazione: La Stampa, Libero, Grr Rai. N.d.R.].

A causa della ovvia reticenza delle vittime, che prima di sporgere denuncia hanno anche dovuto ottenere il benestare dei rabbini, è lecito pensare che anche stavolta ci si trovi di fronte alla punta di un iceberg… agghiacciante.

Ma soprattutto si può ipotizzare che questo è il segno di come la violenza mentale (e fisica) sia insita, indistintamente, nel pensiero religioso, in particolare quello giudaico-cristiano. La volontà di pochi imposta ai tanti, l’esegesi faziosa di testi cosiddetti sacri, l’ingerenza nella vita personale dei cittadini, il velo dogmatico e autoritario che copre le peggiori nefandezze… sono soltanto alcuni degli indici del perpetrato abuso delle gerarchie religiose nei confronti dei comuni mortali. Ma nel crimine della pedofilia, se possibile, la violenza è ancora maggiore: il bambino visto come essere inferiore, da plasmare, da assoggettare, da marchiare per tutta la sua vita terrena. Ed è una vecchia storia, che già si reitera quotidianamente nei confronti delle donne: ha le sue radici nella filosofia antica e, di fatto, i saggi, indiscutibili profeti del Verbo, Bibbia o Torah che sia, non sono altro che i complici di chi, da Platone in poi, ha ritenuto di poter “educare” i bambini con la Ragione e con qualche altro… strumento. Alleanza tra Fede e Ragione, tra Religione e Logos: lo dicono sempre i nostri cristianissimi, invadenti, vicini di Oltretevere. Peccato (mortale) che a fare le spese di quella alleanza mostruosa sia ancora, sempre, la Fantasia dei bambini. E la loro psiche, oltre il corpo.

fonte: Cronache Laiche

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