Riflessioni natalizie

 Posted by on 30 dicembre 2011  Add comments
Dic 302011
 

Nei giorni di festa i palinsesti televisivi programmano uno dietro l’altro i grandi classici di Natale o comunque film per famiglie. La Disney va per la maggiore su qualsiasi canale. Non so se sia previsto quest’anno, ma sicuramente uno degli intramontabili Disneyani rimane senza dubbio Pomi d’ottone e manici di scopa, capace di affascinare bambini di ogni generazione con la sua commistione fra cartone animato e tradizionale pellicola. La partita di calcio fra la squadra del re degli animali e la squadra blu ancora oggi non smette di farmi quantomeno sorridere, mentre qualsiasi bambino non può non rimanere affascinato dalla battaglia finale fra le armature medievali e i soldati tedeschi. Ma è proprio questa parte della trama (non presente nel racconto originale di Pamela Lyndon Travers) a focalizzare l’attenzione del mio ragionamento.

Il film esce nel 1971.Gli Stati Uniti sono impantanati sul fronte vietnamita da oltre 7 anni. Prima del graduale disimpegno, che inizierà solamente due anni più tardi, Nixon è ancora impegnato nei bombardamenti a tappeto di Cambogia, Laos e Vietnam; in America Latina ogni colpo di Stato capace di rimuovere la minaccia comunista viene appoggiato e finanziato. I pacifisti guadagnano sempre più favori nell’opinione comune. Come avvenne per la Seconda Guerra Mondiale,  bisogna trovare un mezzo attraverso il quale veicolare alla popolazione il messaggio dell’interventismo bellico contro qualsiasi nemico americano, contro il Male e il suo regno del Terrore. Negli anni ’40 Hollywood, da sempre caratterizzata per l’origine ebraica dei suoi produttori, corse ad attingere a piene mani dal filone bellico per convogliare il messaggio che fermare il dominio nazista era dovere di ogni uomo di questa terra, soprattutto se credente. Why we fight titolava didascalico Franck Capra. Forse però Il Sergente York rimane in questo senso uno dei film maggiormente esemplari. Così come è significativo come persino i cartoni animati Disney si arruolarono per sconfiggere i tedeschi e i giapponesi, coinvolgendo gli stessi bambini nella campagna mediatica imperante sugli schermi cinematografici.

Trent’anni più tardi però la situazione ad Hollywood è radicalmente cambiata. I “comunisti” sono sopravvisuti agli anni del maccartismo e gli ebrei non vedono niente di positivo o di loro interesse nello scontro asiatico. Walt Disney, anch’esso ebreo, è morto da cinque anni, ma la sua visione di un mondo capace di unirsi per portare avanti una guerra sacra, una crociata, contro le forze del “Male” è ancora vivo negli Studios. Così ecco come nel film Pomi d’ottone e manici di scopa venga nuovamente inserito un messaggio di interventismo bellico, perché, come ci insegna Emelius Browne (e come insegna ai bambini protagonisti della pellicola), un uomo, quando vede la propria patria minacciata (l’America assediata dal “pericolo rosso” come l’Inghilterra dai nazisti), deve essere capace di mollare la propria casa, la propria vita, la donna che ama, per arruolarsi o comunque combattere per il paese. Tutti quanti devono dare il proprio contributo. E allora a questo punto uno si chiede: ma ha ancora senso programmare un film dichiaratamente bellico in periodo natalizio?

Portobello road…..

Portobello road….

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