La cultura della paura

 Posted by on 19 maggio 2012  Add comments
Mag 192012
 

Lo scopo di un atto di terrorismo – indipendentemente da chi ne sia l’autore – è quello di incutere paura. Chiudere la gente nelle proprie case e modificarne le abitudini. Farle vivere nel timore di essere una potenziale futura vittima.

Quello che è successo stamani a Brindisi rientra in questa logica criminale. E l’unica risposta che può dare una collettività è quella del rifiuto di questa logica, pena la sua stessa sopravvivenza.

E’ quello che, per fortuna, sta succedendo in molte piazze italiane che si riempiono di gente comune. Perchè, come al solito, la gente è ben più avanti della classe politica che la rappresenta. Una classe politica, a partire dal sindaco di Roma che ha lanciato l’iniziativa poi ripresa a livello nazionale, che non ha saputo trovare di meglio che annullare la Notte dei Musei per lutto.

Sospendere la Notte dei Musei è controcultura, anzi è cultura della paura tout court. E’ il segno di debolezza che il terrorismo si augura di vedere.

Un dopocena museale alla riscoperta della nostra arte, della nostra storia, delle nostre radici è riscoprire o fortificare il nostro senso di cittadinanza. Proprio ciò che il terrorismo non vuole.

Nel frattempo continuano a svolgersi gli Internazionali d’Italia di tennis, la tappa del giro d’Italia di ciclismo, la Coppa America di vela e domani la finale di Coppa Italia di Calcio.

Con il consueto, ipocrita minuto di silenzio.

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