Giu 232012
 

Oggi ricorre il centenario della nascita di Alan Mathison Turing, uno dei pionieri dello studio della logica dei computer e il primo ad interessarsi all’argomento dell’intelligenza artificiale. Turing nasce a Londra il 23 giugno 1912 e muore, suicida, nel 1954.

Da matematico applicò il concetto di algoritmo ai computer digitali e gettò le basi per lo studio dell’intelligenza artificiale.  Da logico – ponendo le basi formali di concetti quali algoritmo, computabilità e intelligenza artificiale – ha permesso a tutti noi di usare il computer e di accedere ad una interconnessione di macchine: la rete che utilizziamo quotidianamente.

Fu anche un crittoanalista tanto che, durante il secondo conflitto mondiale, mise le sue capacità logico-matematiche al servizio del Department of Communications inglese per decifrare i codici usati nelle comunicazioni tedesche. Fu grazie al suo calcolatore elettromeccanico ( la cosiddetta Macchina di Turing) che il gruppo di crittoanalisti britannici da lui diretto riuscì a decriptare le comunicazione tedesche cifrate con la celebre macchina Enigma; macchina ritenuta fino ad allora inviolabile. Il contributo che Turing fornì fu essenziale per il successo degli alleati.

Alan Turing era anche un omosessuale e non trovava niente di sbagliato nell’esserlo, non mascherandosi e non reprimendosi. Ma a seguito di una banale denuncia di furto, la sua relazione omosessuale con Arnold Murray venne alla luce. E così, come già capitò a Oscar Wilde sessanta anni prima, l’ancora vittoriana e post bellica Inghilterra degli anni ’50 lo portò a giudizio per atti osceni in base al Labouchere Amendment del Criminal Law Amendment Act. Una legge risalente al 1885 che fu abrogata solo nel 1967.

Condannato, allo scienziato fu lasciata la possibilità di scegliere tra la carcerazione o un trattamento terapeutico pseudo-correttivo basato sulla somministrazione di estrogeni. Pur di non subire l’onta della carcerazione accettò di subire la terapia che causò, come effetti collaterali, la castrazione chimica e la crescita del seno.

L’8 giugno 1954, dopo due anni di cure coercitive e di continui controlli da parte della polizia, Alan Turing fu trovato morto. Si avvelenò con del cianuro di potassio spruzzato in un mela trovata, morsicata, sulla scena del “delitto”.  E’ così che una delle menti più geniali del secolo scorso fece calare il sipario sulla propria vita. Lo fece mettendo in scena la magia della mela avvelenata di Biancaneve della cui trasposizione cinematografica disneyana del 1937 egli rimase estremamente affascinato.

Nel 2009 il primo ministro Gordon Brown presenterà, a nome del governo britannico, le scuse ufficiali per lo spaventoso trattamento riservato a Turing. Tanti, cinquant’anni, per una democrazia che si reputa la più antica del mondo ma pochi se paragonati ai secoli impiegati dalla Chiesa per fare pubblica ammenda dei roghi inquisitori e dell’accuse galileiane.

Quest’anno, in occasione del centenario della sua nascita, ad Alan Mathison Turing saranno dedicati eventi e celebrazioni in memoria degli innumerevoli traguardi scientifici multidisciplinari raggiunti in una breve, ma intensa e travagliata vita.

Una giusto ma tardo riconoscimento per uno dei geni del ventesimo secolo.

 

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