Giu 152012
 

Pochi lo sanno, ma in Italia sono ben diciotto le Associazioni Nazionali che tutelano i consumatori. Fra loro c’è una gara ad accaparrarsi il maggior numero d’iscritti perchè, anche questo è ignoto ai più, lo Stato copre le spese di queste associazioni con il contributo dell’ 85% e con una ripartizione legata al numero d’iscritti di ciascuna Associazione. E anche le Regioni – non tutte per la verità – finanziano queste Associazioni con cifreche, spesso, superano il milione di euro l’anno.

In sostanza, la difesa dei consumatori in Italia si dimostra un ottimo affare.

E’ quindi importante (e normale) per le Associazioni acquisire visibilità attraverso azioni tese alla salvaguardia del cittadino consumatore. Non è normale invece quando la visibilità la si vuol ottenere “sempre e comunque”, facendosi paladini di presunti diritti violati e piegando, con interpretazioni bizzare, le sentenze giuridiche al proprio tornaconto.

E’ questo il caso del Codacons che ha puntato il dito sul Centro Trasmittente della Radio Vaticana di Santa Maria in Galeria (Roma).

Il direttore della Radio Vaticana Padre Lombardi ha annunciato – è notizia di questi giorni – che  il Centro in questione dal 1° luglio cesserà  (finalmente aggiungiamo noi) tutte le trasmissioni in onde medie e corte per passare ad una rete di radio locali multilingue e su internet come webradio. Tutta la storia del Centro di Santa Maria in Galeria e del processo intentato contro la Radio Vaticana per le eccessive emissioni di onde elettromagnetiche (e per gli effetti di queste sulla popolazione) è ben riassunto qua.

Ed è qui che entra in ballo il Codacons, l’associazione dei consumatori che fin dall’inizio si era fatta promotrice delle proteste dei cittadini. Il Codacons infatti ha dichiarato che: «L’annuncio di Radio Vaticana, non solo sembra fumo negli occhi, ma potrebbe addirittura rappresentare una prova di colpevolezza [per casi di leucemia, n.d.a.] a carico dell’emittente, dal momento che dimostra come le emissioni elettromagnetiche fossero ingenti ed eccessive».

L’affermazione del Codacons è assurda a va contro quanto emerso nei vari gradi di giudizio dove non mai stata dimostrata un’interdipedenza fra le eccessive emissioni radioeletriche e i casi di leucemia. La Radio Vaticana, riguardo alle emissioni della centrale di Ponte Galeria,  è stata giudicata colpevole non per aver causato patologie tumorali, ma per aver superato i limiti di legge imposti dallo Stato Italiano in fatto di emissioni radioelettriche. Questo è  il reato, cioè il non rispettato una legge da cui  invece il Vaticano pretendeva di essere esentato  invocando l’extraterritorialità concordataria.

Il passaggio poi dall’emissione via radio ad un’emissione via rete è oggi un processo naturale per qualunque sistema comunicativo. Un processo che assicura maggiore efficienza e rapidità, impegnando meno risorse economiche.

E questo vale per tutte le radio, compresa quella vaticana.

 Leave a Reply

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti