Giu 052012
 

Spesso, quasi sempre per la verità, quando parliamo di “casta” il nostro pensiero va alla classe politica.

Poi arriva il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco a ricordarci che non sono solo i politici a godere dei privilegi assurdi. Ci sono – lo dice nella sua relazione annuale – un numero spropositato di CdA bancari retti da amministratori delegati retribuiti con inaccettabili maxi-stipendi.

Eppure il Governatore dovrebbe guardare anche in casa propria. Già, perchè il personale della Banca d’Italia – oltre agli stipendi medi ben superiori alla media nazionale di categoria – dispone di una propria banca.

La “Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d’Italia” – questo il nome – viene gestita da 39 impiegati, 13 funzionari e 4 dirigenti, tutti impiegati della stessa Banca d’Italia e da essa retribuiti. Prendendo come unità di misura lo stipendio medio di un dipendente – circa 115.000 euro l’anno – la “Banca nella Banca” ha un costo di sei milioni e mezzo annui per il solo per personale.

La Cassa di Sovvenzioni e Risparmio, come detto, è esclusiva per il solo personale dipendente che gode di condizioni di favore impensabili ai comuni cittadini costretti, invece, a combattere con l’esose condizioni bancarie. Un esempio su tutti? Poter accedere a un mutuo al tasso “agevolato” dell’ 1%.

Un tasso ancor più favorevole a quello già irrisorio dell’ 1,57% applicato a favore dei parlamentari.

Poveracci.

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