Nomen omen

 Posted by on 1 Luglio 2012  Add comments
Lug 012012
 

Pronunciare il nome di Bertinotti è un po’ come togliere i sigilli a un’urna cineraria etrusca, come scoprire la nuova cella di una piramide, come evocare defunti in una seduta spiritica, come nominare l’opera innominabile che per scaramanzia generazioni di musicisti chiamano da sempre «la Forza del Cestino»: non si sa mai quello che potrebbe capitare, insomma.

L’ultima strana evocazione viene dal suolo francese; Dominique Bertinotti si chiama infatti il ministro transalpino con delega alla famiglia che recentemente, stando al quotidiano le Figaro, ha dichiarato che in Francia «le coppie omosessuali potranno unirsi a partire da 2013». L’annuncio, dato alla vigilia del Pride parigino, prevede anche, ovviamente subordinata al parere dei superiori, l’adozione per le coppie omo.

L’auspicio è che in Francia il nome di Bertinotti, anche da noi associato a battaglie civili, possa evocare quel destino di vittoria che invece sull’italico suolo, tra arcaiche paure del comunismo, astensionismo sullo scottante tema della procreazione assistita o sull’estensione dell’articolo 18 e polemiche varie su cosa il buon Fausto avrebbe dovuto o non dovuto fare, purtroppo non c’è stato.
Ma forse quello che fa la differenza non è il cognome, legato a insoliti destini: forse è la beffa del nome proprio. Chiamare Fausto uno sfortunato paladino del comunismo nostrano non prometteva niente di buono. Se Fausto è stato infausto, Dominique, con il serioso e moraleggiante nonché cattolicissimo suono di campane che si porta dietro, sarà certamente l’esatto contrario.

(fonte: Cronache Laiche)

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