Ott 032012
 

In Italia gli uomini e le donne della politica ce lo rammentano quotidianamente: sacrifici e ristrettezze possono toccare a tutti ma non a loro. Sembra persino patetico, allora, il nostro continuare testardamente a stupirci del trattamento privilegiato di cui godono molti amministratori della cosa pubblica.

Prendiamo il gruppo Hera, ad esempio. Il Gruppo Hera è una multiutility, quotata in borsa, che gestisce servizi pubblici (gas, rifiuti, acqua) in diverse regioni del centro nord, in particolare in Emilia Romagna. Il Gruppo Hera è una società a capitale misto, pubblico e privato (qua, aggiornato al 28 settembre 2012, l’azionariato del gruppo). La partecipazione pubblica è pari al 61% con significative quote detenute dai comuni e dalle province della Romagna (26,1%), dal comune e dalla provincia di Bologna (18,7%), Modena (12,7%), per un totale di 186 investotori pubblici. Il restante 39% è in mano a privati, significativamente fondazioni bancarie e investitori esteri.

Come sottolinea  Donato Vena segretario provinciale del Pdci di Reggio Emilia in una lettera aperta indirizzata al Mattino di Parma, gli amministratori di Hera ricevono compensi esorbitanti. In particolare Hera ha distribuito ai suoi  23 consiglieri di amministrazione, sindaci e direttori generali, 3.426.000 euro. Alcuni esempi: 518.243 euro annui percepiti dall’amministratore delegato Maurizio Chiarini e 475.836 euro la retribuzione annua del presidente Tomaso Tommasi Di Vignano.

A noi pare di ricordare che il cosidetto decreto “Salva Italia” prevedeva un tetto massimo di retribuzione per i manager di stato pari a 294.000 euro. Ci domandiamo se esso non possa essere applicato anche per i manager di quelle aziende, come Hera, che seppur quotate al mercato azionario sono a maggioranza partecipativa pubblica e erogano servizi pubblici quali acqua, gas e smaltimento rifiuti urbani.

E ci domandiamo perchè, in tempi di tagli e spending review che vanno a toccare in maniera significativa le amministrazioni locali, proprio queste amministrazioni non abbiano sollevato il problema.

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