Pagare l’IVA o gli operai?

 Posted by on 29 Ottobre 2012  Add comments
Ott 292012
 

In un momento difficile dell’impresa, dovendo scegliere tra pagare l’Iva o pagare gli operai, aveva scelto di onorare l’impegno mensile con i dipendenti. Per non aver pagato 69.704 euro di Iva, messi nelle buste degli operai, l’avevano denunciata direttamente dall’Agenzia dell’Entrate: omesso versamento dell’Iva, il reato per cui Maria Grazia Fedon, 58enne imprenditrice cadorina con azienda a Padova, era finita di fronte al giudice monocratico del tribunale padovano. Giudice che ora l’ha assolta con la formula del «fatto non costituisce reato», dopo che lei e il suo avvocato, in aula, avevano sostenuto, appunto, che quei soldi, dovuti all’Erario, lei non se li era intascati ma, in un momento di difficoltà della sua impresa, li aveva usati per pagare lo stipendio ai dipendenti.

Aveva insomma fatto una scelta, preferendo pagare i lavoratori che versare l’Iva allo Stato. «Ho agito secondo coscienza – spiega Maria Grazia Fedon, oggi titolare di un’altra impresa in Veneto -. Quelli erano i soldi che avevo, e ho preferito dare da mangiare alle famiglie dei dipendenti e pagare gli operai. Alla lettura della sentenza mi sono sentita sollevata».

Quella letta dal giudice padovano Tecla Cesaro è una sentenza unica nel suo genere. «Non deve costituire un precedente per tutti – spiega l’avvocato Alberto Di Mauro, legale dell’imprenditrice -. Con questa sentenza importante si è affermato che la mia cliente non voleva evadere, come ha dimostrato durante il dibattimento, ma non poteva proprio pagare l’Iva. Dobbiamo aspettare le motivazioni della sentenza ma possiamo dirlo: sì, è un’assoluzione morale. Il giudice ha ritenuto più giusto quello che la persona ha fatto».

La sentenza, oltre ad affermare la buona fede della donna, cancella anche il debito nei confronti dell’Erario. L’imprenditrice non dovrà più pagare. In giudizio, importante l’esame dei testimoni che hanno sostenuto la tesi della difesa. All’udienza di mercoledì scorso é emerso che la dichiarazione Iva era stata presentata, ma l’impresa non era stata in grado di far fronte economicamente al debito nei confronti dell’Erario. Poiché aveva scelto, in un momento di difficoltà dell’azienda (poi ceduta e in seguito fallita, quando già era in mano ad altri imprenditori), di pagare dipendenti e fornitori.

A chiusura dell’udienza, il pm aveva chiesto la condanna a 6 mesi e 20 giorni di reclusione.

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