ott 162012
 

Il Parlamento sta approvando in tempi record la riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa, così da evitare il carcere per Sallusti, il direttore de Il Giornale. Evidentemente il caso Sallusti ha mosso le coscienze di tanti politici, cosa che non è avvenuta per altri casi.

Ma non è tanto questo che vogliamo segnalare, quanto piuttosto che, anche in questa disegno di legge, viene riproposta la norma cosiddetta “ammazza-blog”. Norma che, ricordiamo, si era tentata di far passare nel decreto Alfano sulle intercettazioni telefoniche.

Così Guido Scorza – avvocato di diritto nelle nuove tecnologie ( ma anche giornalista, docente universitario e blogger) – scrive nel suo blog:

«La disposizione prevede che ogni gestore di sito informatico debba provvedere alla rettifica di quanto scritto entro 48 ore dal ricevimento di una qualsiasi richiesta a pena, in caso contrario, di una sanzione pecuniaria di oltre diecimila euro. Inutile ricordare che l’introduzione nell’ordinamento di una previsione tanto scellerata avrebbe come effetto immediato quello di far passare la voglia, a centinaia di migliaia di cittadini italiani, di condividere informazioni ed opinioni online e/o di veder sistematicamente trionfare l’opinione dei più forti, giusta o sbagliata che sia perché nessuno, nella blogosfera, sarebbe disposto anche solo a rischiare di dover pagare oltre dieci mila euro per un’attività amatoriale. L’esame del disegno di legge “Salva Sallusti”, naturalmente, è iniziato, a tempo di record, qualche ora dopo la sua presentazione. Domani, infatti, in Commissione Giustizia, si vota sugli emendamenti “ammazza Internet”».

Vannino Chiti (Pd) e  Maurizio Gasparri (Pdl) sono i firmatari di questo progetto di legge.

Vergogna bipartisan.

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