L’alba dei morti dementi

 Posted by on 1 novembre 2012  Add comments
Nov 012012
 

Zucche, vampiri, mummie, diavoli, dolcetti, scherzetti, travestiti e zombie. Questo di solito il menù di un Halloween sfrenato che diverse volte si è concluso con una maratona di horror movie. Ma visto che qua noi ci prendiamo poco sul serio, è inutile andare a spendere dei soldi per noleggiare il solito Hostel, Paranormal Activity o Possession. Facciamoci invece quattro risate con un classico sconosciuto come L’alba dei morti dementi (Shaun of the dead il titolo originale, dove Shaun è il protagonista).

Dopo tanta televisione, L’alba dei morti dementi è il primo film da protagonista di Simon Pegg, scritto insieme al regista Edgar Wright, per portare al cinema una sorta di nuovo genere fondato sul mondo nerd e sull’action movie, che negli anni porterà ad altri film come Hot Fuzz (due poliziotti non proprio normali) e Paul (l’incontro fra due nerd della fantascienza e l’alieno di Roosvelt). Spalla onnipresente di Pegg in questa pseudo-trilogia l’attore Nick Frost.

Come ogni buon film comico post-moderno, la filmografia basilare prima della visione di questo lavoro si fonda sostanzialmente solo su due pellicole: Resident Evil e 28 giorni dopo. Analogamente a Danny Boyle, infatti, un pericoloso virus inizia ad infettare l’intera Londra e a trasformare tutti gli abitanti in zombie. Ma Shaun (Pegg) non se ne accorge, preso com’è dalle beghe familiari, con la fidanzata e i litigi fra coinquilini, o meglio, il coinquilino Pete che non riesce più a sopportare il fancazzista Ed (Frost) e le sue giornate passate sul divano a giocare alla playstation e a guardare la televisione, qualsiasi programma, tranne un telegiornale, che al contrario potrebbe informarlo di quanto stia succedendo. E così, dopo aver scambiato il primo zombie per un’ubriacona, Shaun e Ed sono costretti dapprima a rifugiarsi in casa, poi ad attraversare Londra per andare a soccorrere i genitori e la fidanzata di Shaun, nel tentativo infine di andare a rifugiarsi nel solito pub, protagonista di ogni serata, poiché si ritrova porte spesse ed un fucile, forse carico, dietro al bancone.

Raccontato con uno humour inglese molto leggero, L’alba dei morti dementi è sostanzialmente la storia di un imbranato, incapace di tenere testa nella vita e nel lavoro a ragazzini con la metà degli anni, fidanzato con una bella ragazza trascurata per passare la maggior parte del tempo insieme al miglior amico Ed a cazzeggiare e bere birra, che per necessità dovrà tirare fuori gli attributi e portare in salvo i propri cari, e non solo, in una società dove distinguere lo zombie infetto dallo zombie sano (ma schiavizzato dalla musica, dalla moda, dal calcio, dalla tv e dalla play) non è poi così semplice, al punto che, una volta debellata l’epidemia, le persone zombizzate possono essere tenute tranquillamente in casa o fatte entrare nel mondo dello show-business con la creazione di programmi televisivi fatti apposta a loro misura.

  One Response to “L’alba dei morti dementi”

  1. […] fu Resident Evil, titolo disintegrato dagli episodi successivi). Di L’alba dei morti dementi abbiamo già parlato durante lo scorso Halloween. Nelle prossime settimane, invece, uscirà al cinema una commedia […]

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