Il salto del cavallo

 di - 24 febbraio 2013  Aggiungi commenti
feb 242013
 

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Prosegue a ondate di notizie lo scandalo della carne equina riscontrata là dove non dovrebbe esserci. Ultima in ordine cronologico è la “geniale” proposta tedesca di donare munificamente i prodotti contenenti carne di cavallo non dichiarata ai bisognosi, con il pretesto che gettare cibo perfettamente edibile sia un delitto.

Non so, a me quella di dare “ai poveri” gli scarti che “i ricchi” non si degnerebbero di mangiare più che una buona idea pare una vera e propria boutade estremamente snob caratterizzata da un’odiosa vena classista alla Fantozzi. Ma vediamo quali sono i problemi di una tale proposta. Innanzitutto, ci si para il fondoschiena sottolineando che la carne debba essere di qualità. Già, ma se fosse davvero di qualità, perché allora non la mangiamo tutti? Se fosse davvero di qualità, perché prendersi la briga di intrufolarla quatti quatti tra manzo e manzo? Se fosse davvero di qualità, verrebbe davvero mischiata al manzo, considerato che la carne equina destinata al consumo umano è – in quanto carne di qualità – costosa? È dunque più che giustificabile il sospetto che non si tratti affatto di carne di qualità, bensì di carne di cavalli ritirati dalle corse a fine carriera, ossia animali cui vengono somministrati farmaci che non sono propriamente acqua di rose.

Il secondo problema della suddetta proposta è l’arroganza, travestita da bonario paternalismo, con cui si vorrebbe rifilare a un’altra persona cibo non degno di comparire “alla mensa del ricco”. Forse allora sarebbe il caso di chiarire le idee a chi è mosso da tali intenzioni: il cibo destinato a mense, collette o banchi alimentari dovrebbe essere esattamente lo stesso che consuma chi la spesa la fa tutti i giorni. Perché al posto di chi riceve quel pacco, un giorno potrebbe trovarcisi lui.

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