feb 132013
 

Terni 1952

A proposito di condono edilizio da qualcuno tirato in ballo bellamente in questa campagna elettorale. Ogni secondo, in Italia, vengono cementificati ben otto metri quadri di terreno. Dal 1956 ad oggi si tratta di un processo continuo che è andato ben oltre le esigenze richieste dall’aumento demografico. In pratica, la verde Italia è sempre meno verde e sempre più urbanizzata. Il territorio cementato è passato dal 2,8% del 1956, al 6,9% del 2010. È quanto emerge da un’ indagine dell’ Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) pubblicata recentemente.

Se la casa è stata finora il miglior bene rifugio dove investire i propri risparmi, il mercato non è stato a guardare. Soprattutto negli anni novanta vi è stato il picco massimo con ben 10 metri quadrati cementificati ogni secondo. Oggi il trend si è leggermente ridotto, ma è comunque superiore alle reali necessità abitative e urbanistiche del nostro Paese. Per capire la portata del fenomeno, è sufficiente dire che ogni anno viene consumata una superficie del nostro territorio pari alla grandezza del comune di Milano.

L’indagine dell’Ispra indica come superficie “consumata” tutte le aree edificate, coperture del suolo artificiali (cave, discariche e cantieri) e tutte le aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane, come per esempio infrastrutture (strade, ferrovie, ponti). Sono escluse, invece, le aree urbane che non coperte da cemento e non sono impermeabilizzate. L’impermeabilizzazione del terreno riveste un ruolo fondamentale in questa analisi per comprendere i reali rischi di dissesto idrogeologico prodotti dalla mano dell’uomo. L’impermeabilizzazione, infatti, riduce molti degli effetti benefici del suolo. Riducendo o impedendo l’assorbimento della pioggia da parte del terreno porta serie conseguenze sul ciclo idrologico e anche sul microclima, producendo un aumento del rischio inondazioni. Senza dimenticare, poi, i danni (reversibili o meno) all’agricoltura.

Se nel 1956 la regione più cementificata era la Liguria con il suo 5% di territorio impermabilizzato (seguita dalla Lombardia), nel 2010 è la Lombardia che si trova in cima alla preoccupante classifica, con ben il 10% del territorio cementificato, mentre più della metà delle regioni italiane ha il 5% del proprio territorio consumato.

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