Mag 242013
 

Al Capone

Uno studio europeo inchioda le nostre responsabilità di contribuenti: il 27% delle tasse dovute non arriva al fisco, sparendo in paradisi fiscali ed elusione. L’Italia ha l’economia sommersa più diffusa dell’Unione, per un valore di 418 miliardi di euro l’anno, pari al doppio di quella inglese. Il confronto in Europa è impari: su mille miliardi l’anno di evasione fiscale (in 1o Paesi), noi siamo responsabili di 180 miliardi.

Parassiti sociali d’alto bordo. Uno spot governativo, l’anno scorso, paragonava gli evasori fiscali a veri e propri parassiti della società. Ma più che di multe non pagate e cartelle esattoriali incomplete, il vero dramma sono i paradisi fiscali. Secondo uno studio europeo condotto da Richard Murphy (direttore del “Tax Research”), il 27% delle tasse dovute allo stato italiano svanisce in paradisi fiscali.

Altro che rientro dei capitali. Lo studio di Murphy stima che oltre un quarto dei contributi fiscali previsti dalla legge finisce all’estero, a far da tesoretto a chi può permetterselo. E’ indubbio infatti i soldi in Svizzera o alle Cayman non ce li manda l’impiegato medio, ma proprio quel 10% della popolazione italiana che possiede il 50% del reddito complessivo. Una fuga tutt’altro che scoraggiata dallo scudo fiscale di berlusconiana memoria: anzi, forse è anche aumentata in questi anni di crisi.

Peggiori d’Europa. Il confronto con l’Unione Europea è impietoso. L’Italia, su mille miliardi di evasione fiscale registrati ogni anno, è responsabile di 180 miliardi di euro: il 18% del totale, cifra record che ignora le dimensioni della nostra economia. Per fare un confronto, la Germania raggiunge appena i 150 miliardi di euro (con un Pil quasi doppio rispetto al nostro), la Francia a 120 miliardi e la Gran Bretagna tocca un terzo del nostro “risultato” (solo 74 miliardi, con un Pil leggermente più alto del nostro).

Come la Grecia e la Polonia. Il valore dell‘economia sommersa italiana potrebbe fare Stato a parte. Oltre 418 miliardi di euro l’anno, pari alla somma di 6 o 7 Paesi dell’Unione (dalla fallita Grecia alla Gran Bretagna, mettendoci dentro anche la  Spagna). Roma macina in nero più di tutti e non sembra fermarsi. Solo Polonia e Grecia ci stanno al passo in termini percentuali, ma da loro il Pil è infinitamente più ridotto e fa meno effetto. Tutti elementi da ricordare, quando si parla di cancellare l’Imu sulla prima casa (per tutti) e alzare l’Iva (che colpisce solo i bassi redditi): sono misure che toccano esclusivamente i “redditi trasparenti”, quelli che non si sono ancora rifugiati all’estero.

(fonte: Diritto di Critica)

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