Uccidere le favole

 Posted by on 24 ottobre 2013  Add comments
Ott 242013
 

max-papeschi bamby

Tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati sognatori. Tutti abbiamo sognato a bocca aperta ascoltando o vedendo una favola. Qualcuno di noi diventando adulto è rimasto un sognatore, qualcun altro invece ha imbracciato un fucile e ha iniziato ad uccidere chi era a bocca aperta. A Ravenna la Provincia ha deciso di uccidere i daini della Pineta di Classe. Uomini che sparano a Bamby. E così come la scrivo può anche far sorridere, ma pensate alla crudeltà alla quale siamo dinnanzi.

Questa vicenda inizia due anni fa quando arriva sui giornali la soffiata che presso la Pineta verranno abbattuti i daini e che qualcuno ha già l’appuntamento con la macellaia per consegnargli gli animali da poi rivendere ai ristoranti per il periodo natalizio. Essendo una “soffiata” ed essendo oramai esplosa senza alcun iter autorizzativo la cosa si concluse con la sola volontà di fare un monitoraggio per capire se veramente erano troppi per quella zona. Questo non è un particolare da poco, significa che erano già pronti per abbatterli prima di sapere il loro numero, pertanto la motivazione era solo una scusante.

Eccoci ad oggi, si avvicina il Natale e la Provincia “cala dall’alto” l’autorizzazione per fare tutto in regola. Le motivazioni sono le stesse: numero troppo alto di daini che diventano un pericolo per la viabilità causando incidenti stradali ed interruzioni ferroviarie. In realtà, se si visita la Pineta è molto difficile vedere un daino, non ci sono più nemmeno le loro tracce; ed è anche arrivata la smentita del 118 di Ravenna al quale non risultano loro interventi per incidenti causati da daini. E’ probabile che i daini siano già stati uccisi, ma forse in qualche modo nel percorso cacciatore-macellaia-ristorante qualcuno vuole essere più tranquillo e quindi, autorizzato. Essere autorizzati e quindi legali non significa essere moralmente innocenti, anzi, forse si è ancora più sporchi. Il 2 novembre (già la data…) inizia la mattanza nella Pineta di Ravenna, per tre mesi ci daranno dentro. Insomma è la favola riscritta nei giorni moderni, dove ci sono gli animaletti carini da salvare e gli orchi che se li vogliono mangiare. Peccato che questa è la realtà.

Oramai di questa vicenda se ne parla in tutta Italia, dai giornali ai Tg nazionali. C’è chi manda mail (ne sono arrivate centinaia) ai giornali locali e alla Provincia per protestare, chi raccoglie firme e chi si presenterà in Pineta quando inizieranno per mettersi davanti ai daini e fare da scudo umano. Perchè? Beh, perchè se la realtà è la favola che non esiste più, allora non abbiamo più nulla da raccontare, se non l’orrore.
I nostri bambini all’orrore ci arriveranno piano piano, così come ci siamo arrivati noi, ma non possiamo essere complici dell’orco. Allora, orrore per orrore, il 2 novembre forse spareranno a qualcuno che si è messo davanti alla favola per salvarla, non per fare l’eroe, ma perchè è cresciuto rimanendo sognatore, che crede nei diritti di tutti gli esseri viventi e perchè non chiuderà la bocca fino a quando la favola non avrà lieto fine.

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